l’universo femminile: la sfigata


Essere donne è essere come l’aria. Leggere e carezzevoli. L’aria di primavera, per intenderci. Una donna è sensualità, dolcezza, poesia. Una donna però è anche pazzia, schizofrenia, psicopatia, isteria. Come possono questi elementi coesistere in un unico, piccolo, indifeso, corpo? Semplice: troppi neuroni che si prendono a cazzotti tra loro.

Ma non è di questo che vorrei parlare, quanto di come le donne possano farti pensare che vorresti avere il pene, pur di non somigliare a loro. Ti fanno capire quanto l’universo femminile, alle volte, possa essere difficile da comprendere. Quando John Gray sostenne che “gli uomini vengono da marte e le donne da venere”  non si sbagliava. E a metà strada tra marte e venere c’è un’altra dimensione, molto più profonda, dove vivono alcune donne: le sfigate.

Questo limbo ci propina personaggi davvero interessanti, a livello medico. Poco interessanti a livello sociale. Donne che nessuno mai direbbe “sfigate” ma che mandano i segnali che invece le caratterizzano. Non tutti sono dotati di radar per captare tali segnali e allora ci sono io, che vi aiuterò a comprenderli.

La sfigata ha uno stile di abbigliamento privo di inventiva e creatività. Solitamente ha 150 capi, tutti uguali. Non osa, non si diverte, benchè possieda magari un fisico notevole, dove poter sfoggiare qualsivoglia indumento. Invece no. Se le sta bene un paio di pantaloni, cambierà marca e colore, ma sempre quei pantaloni metterà.  Lo scopo, però, della sfigata sull’abbigliamento è: non rischiare di star male. E per fare ciò non cambia, insisterà sempre sullo stesso stile. Rischiando, ahimè, di far pensare che ha un brutto rapporto con la lavatrice.

La sfigata ha un non so che di saccenza, nel sangue. Sarà quella che ti farà presente che sei tu, a suo dire, una sfigata. Quella che  farà notare un tuo atteggiamento fuori luogo e quella che non avrà scrupoli nel farti sentire a disagio, in una situazione a lei favorevole: quella di evidenziare, agli occhi di altri presenti, la sua scaltrezza nel farti sentire piccola come una formica. Il problema è che quando non ha a che fare con una sfigata come lei, la situazione potrebbe ribaltarsi e purtroppo la marchiatura è immediata: sfigata, alla larga. Tendenzialmente, quindi, sarà sempre attorniata da altre sfigate come lei, precludendosi la possibilità di essere “salvata” da persone che hanno meno occlusioni al buco del culo, come le sue simili.

La sfigata mantiene quasi sempre lo stesso atteggiamento in situazioni di vita sociale. Stessi movimenti, stesse azioni, stesse cose da bere, stessi approcci con la gente. Se dovessi avere un album di fotografie dove osservarla potresti accorgerti delle differenze solo dal cambio di maglia. Tra questi atteggiamenti figura in primo luogo la “gattamortaggine”. Ella, di fatti, non perde mai occasione per strofinarsi e far sentire l’odore di sé. Il problema è che la quantità di nasi che si appoggiano a lei non la rendono automaticamente donna interessante, tutt’altro. La gattamorta è, da sempre, il bersaglio meno ambito per una sana e costruttiva relazione amorosa. Ma alla sfigata tutto questo sta bene, prendere posizione nella vita sentimentale equivale ad un evoluzione e/o progressione, e non ha le facoltà per poterla affrontare.

Concludo con una considerazione.

La sfigata ha molte qualità, una di queste è quella di non sapersi prendere sul serio, ci prova, ma non è in grado. Agli occhi degli altri è troppo palese la sua condizione di persona poco interessante. Questa cosa la salva da potenziali quanto dannose e funeste testate sul naso.

Se ti senti toccata da qualsiasi mia affermazione a riguardo, non temere, sono molto lontana dalla figura divina. Sono solo parole.

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5 commenti

Archiviato in donne

5 risposte a “l’universo femminile: la sfigata

  1. ahhha credo di conoscerne alcune così 😉

  2. La sfigata è come un lupo mannaro: se si viene azzannati c’è la possibilità che si diventi a propria volta sfigati. Meglio avere sempre l’antidoto in tasca : /

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