a natale siamo tutti più finti


A Natale siamo tutti più buoni. Si, certo. Buoni quanto il resto dell’anno? L’ipocrisia di questa festa è ai massimi, penso sia la peggio, dopo S.Valentino. Ma parliamo del vero Natale. Quello che sta dietro le quinte, che tutti conosciamo molto bene ma che fingiamo di non vedere.

I bambini scrivono la letterina a Babbo Natale sapendo perfettamente che quello stronzo non esiste e che quei due cretini dei genitori daranno a lui la responsabilità del fatto che non compreranno la cosa più costosa. Per questo i bambini danno più scelte, sanno che almeno una cosa quei due taccagni la compreranno. I tre desideri tipici del bambino moderno saranno:

1. Iphone 5 + cover borchiata

2. console della wii ultimo modello

3. macbook fiammante

Poi accadono cose strane, diverse da ciò che sembrano.

I nonni vanno a cercare il regalo per i nipotini e chiedono alla commessa “scusi? cosa posso regalare ad una ragazzina di 12 anni?”. Al che la commessa mostra loro una fantastica parure di sciarpa + berretto. “Quanto costa?” “beh 19.90 la sciarpa e 9.90 il capellino, però se vuole li ho anche in promozione color merda di cammello” “prendo quelli! Guarda Giovanni, con soli 10 euro ho preso sciarpa e cappello!”.

Le amiche cercano qualcosa di originale per voi e di rigore, sempre, perennemente, comprano la roba in promozione. I pacchetti abbondano nelle casse dei negozi, sia mai che esista ancora la fantastica tradizione di comprare la carta e fare il pacco a casa, con una bella coccarda, un bigliettino particolare. Stocazzo! Diamo la t-shirt da 10 euro incartata in un sacchetto con scritto sopra “buon natale da upim, torna a trovarci”.

Il famoso dolce natalizio: il panettone. Ditemi se esiste una persona al mondo che compra un panettone! Ricicliamo il dolce tutti gli anni, chi lo riceve dal capo, chi dalla zia, chi dalla vicina, chi dal clochard che manco lui ne può più di sta rottura di coglioni del panettone! Ed ecco che nelle case italiane ci sono più panettoni che parenti, al cenone di Natale.

Tutte le case, al pranzo, si riempiono di parenti, amici e improbabili conoscenti. Che so, il fidanzato da 5 giorni di tua nipote, o l’amante sposato di tua cugina o il vicino di casa di tua sorella, che solo e sperduto, viene a mangiare a scrocco da te. Ecco l’atmosfera famigliare, del focolare domestico, il brindisi con lo spumante (anch’esso regalato dalla ditta) e poi una volta finito di mangiare (alle 16.00 del pomeriggio): “ora devo andare, è stato bello rivedervi, ho il cane che se non torno entro una certa ora caga per protesta in tutto l’appartamento!”.

Le decorazioni, ogni cazzo di anno si apre lo scatolone e si fa l’albero e ogni anno diventa sempre più piccolo. Tra vent’anni lo faranno virtuale, tipo ologramma, che potremo proiettare sul muro coi figli seduti per terra che aprono i regali e sperano di trovare la console nuova della wii o il pc portatile o un iphone. E tu sarai in cucina con la mano nel culo di un povero tacchino.

Buone feste a tutti.

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3 commenti

Archiviato in il popolo e la vita

3 risposte a “a natale siamo tutti più finti

  1. eh già, spesso finisce così.
    (tranne il tacchino, che non cucino perchè sono ornitofobico) 😉

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