essere gay non è una scelta, essere coglioni si


“Roma, ragazzo gay di 15 anni si impicca per le prese in giro dei compagni: essere gay non é una scelta, essere coglioni si.” (Regrete)

Parto da questa citazione per scrivere cosa penso, in generale, sulle persone che non accettano l’omosessualità. Perché è di questo che si parla: accettazione. Non deve piacere, non deve essere compresa, deve essere solo accettata. Perché esiste, perché non si sceglie di esserlo, si è.

Non amo molto parlare di fatti di cronaca facendone un articolo, non mi piace l’onda mediatica e quella della rete, dove si rincorre spasmodicamente al “mi piace”, sfruttando le notizie più forti, quelle che per forza di cose il mondo deve condividere. Ma una voce nel coro non fa mai male, una voce che vuole raccontare il suo malessere, la sua rabbia, contro chi ci fa sentire sbagliati. Per omofobia si muore. Questo è capitato ad un ragazzino ma succede ogni giorno, ripetutamente e forse per sempre. Ed è per questo che oggi scrivo un articolo che non c’entra niente con il mood del mio blog, che di hard ha soltanto il cuore di quelle persone che ogni giorno si prendono la briga di odiare chi, diversamente da loro, vive liberamente la propria sessualità.

L’omofobia è una piaga della società che serpeggia fin dall’infanzia. L’educazione che viene impartita ai bambini comprende anche l’odio, l’intolleranza e la mancanza di rispetto. Se una persona è cresciuta nella serenità e nell’amore non arriva a prendere in giro un gay, a molestarlo, a deturpare la sua dignità. Solo gli infelici lo fanno. E allora andrebbe a loro, forse, il nostro dispiacere. Questo malessere costante, nel cuore. Questo no sense che li accompagna, per tutta la vita. E li seppellisce. Così come è stato seppellito un quindicenne che ha avuto solo terra franata sotto i piedi, sempre e comunque. Per il solo motivo di essere gay.

Ma in sostanza qual è la differenza? Che cosa cambia se scopo con un uomo o con una donna, se amo un uomo o una donna? Cosa toglie a voi, così arrabbiati, offesi, violati? Cosa prendo, dalle vostre vite del cazzo? Quanto posso pesare sulle vostre esistenze? Meno di zero. Niente. Il nulla assoluto. Ma per le strade due ragazzi che si tengono per mano vi offendono. Due ragazze che si baciano in stazione vi stizziscono. Due gay che ridono sull’autobus insieme vi incuriosiscono. Morbosi li guardate, vi date di gomito, sghignazzate. Ma a casa, voi, siete soli. Ed infelici. La gioia del vivere non vi farebbe mai notare una “diversità”, il vostro cuore e la vostra mente sarebbero impegnati a pensare alla giornata che vi attende. Ai vostri magnifici tasselli da incastrare. Il lavoro, la famiglia, l’amore, il sesso. Non c’è tempo per i gay. Perché i gay girano per le strade insieme a voi, vi passano a fianco sui mezzi pubblici, ballano accanto a voi in discoteca, bevono un drink al bar dove andate con gli amici, vi sorridono da dietro una cassa quando pagate una confezione di yogurt. Ed alcuni di quegli stessi gay mettono lo smalto a 15 anni, gridacchiano o si atteggiano tra gli amici a scuola o nei locali, usano sciarpe o cappelli vistosi, si decolorano i capelli, postano foto in posa su internet. E poi diventano grandi, adulti, proprio come voi.

PHOTO/GERARD JULIEN

Uno di loro non c’è arrivato, ad essere adulto. Colpa dell’omofobia. Ma che ve lo dico a fare? Lo sapete tutti. Lo leggete sui giornali, sul web. Si parla di questo oggi. Domani si parlerà d’altro e tutto sarà passato. Si dimentica. Ma i gay non dimenticano mai. I continui soprusi, l’ignoranza, la cattiveria. I gay si nasconderanno sempre dentro i loro locali, nelle loro serate, si ghettizzeranno perché di voi non si fidano. E come potrebbero? Nel 2012 ancora si ride per un omosessuale. Ancora esistono persone che trovano disdicevole indossare abiti da donna se sei uomo. Ancora ci si domanda, guardando una ragazza coi capelli corti e struccata, se è una cazzo di lesbica. Ancora una madre ha paura quando il figlio le confessa di essere gay. E come potrebbe non averne?

Non esiste, forse, una fine. La gente lotta perché si ponga un punto a questo dramma popolare. Immenso. Non ci si ferma mai e di fronte ad una morte del genere ancora di più si combatte. E io da spettatrice mi posso solo rammaricare, di non poter fare molto altro che gridare. E domandarmi perché. Cosa c’è di divertente quando si vedono gli omosessuali in giro, cosa c’è di così inaccettabile da doverli insultare o picchiare. Perché ancora devono sanguinare teste. Perchè ancora devo sentire la parola “frocio”. Forse io mi sento fuori, non mi stupisco troppo. Non so perché mi sento come incellophanata di fronte a questa ignoranza.

Un giorno piove, io e la mia fidanzata vogliamo andare al centro commerciale. Corriamo verso la metro e prendiamo posto. Una coppia mi guarda accanto alla persona che amo e traggono le loro conclusioni, bisbigliando poi qualcosa all’orecchio dell’altro. Fissandoci, sorridendo, abbassando il capo. Eppure noi siamo solo sedute sulla metropolitana. Teniamo i nostri ombrelli ai piedi, gocciolanti. Abbiamo in mente di fare qualche spesa e poi fermarci a bere un caffè o una cioccolata. Siamo felici. Ma loro continuano a guardarci, a ridere sotto i baffi. Mi sento a disagio, vorrei alzarmi e prenderli a sberle. Mi sento come un fenomeno da baraccone eppure noi siamo solo sedute. Stiamo solo parlando.

Questo è il mondo. Questa è la gente triste.

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10 commenti

Archiviato in le atroci verità

10 risposte a “essere gay non è una scelta, essere coglioni si

  1. pamela

    bellissimo articolo. Condivido in pieno.

  2. Anna

    Io rispetto tutti ma non mi stupisco se c’è chi si sente offeso dal vedere due uomini o due donne che si baciano. E’ una reazione naturale, perchè l’omosessualità mette in pericolo la sopravvivenza della specie e al di là dei diversi contesti culturali, sempre mammiferi restiamo e la sopravvivenza della specie è scritta nel nostro DNA. I rapporti omosessuali vano “contro natura” e solo sul piano intellettivo è possibile accettarli e non discriminare nessuno. Si deve essere tolleranti a doppio senso, personalmente trovo sgradevoli i comportamenti di sfida di tante ragazzine che si sbaciucchiano sull’autobus guardandoti coe dire “embè?” Prima di parlare di discriminazione bisognerebbe parlare di buona educazione.

    • Anna

      Precisando che la cosa vale per omosessuali ed eterosessuali, parafrasando il titolo dell’articolo direi “Essere gay non è una scelta, comportarsi da maleducati sì”.

    • coltrane73

      ciao Anna, ho un paio di osservazioni su quello che hai scritto: sentirsi OFFESI nel vedere due uomini o donne baciarsi non ha nulla a che vedere con il comportamento naturale delluomo perche’ l’omossesualita’ fa parte della natura ed e’ cosi’ da quando e’ nato l’uomo. La prova di cio’ e’ che in tutte le specie animali (compreso l’uomo) i comportamenti omosessuali sono sempre esistiti, esistono ed esisteranno e nessun animale risulta intollerante o reagisce con sospetto a questi comportamenti “deviati” (passatemi il termine, intendo solo differenti da quello solito), questo perche’ sono comportamenti del tutto assorbili da madre natura. Nell’uomo questo non succede non perche’ rappresentano una minaccia a madre natura ma perche’ esiste il GIUDIZIO, l’uomo e’ piu’ complesso e strutturato, e’ un essere pensante e a volte giudica i comportamenti dei suoi compari non sulla base di cio’ che appartiene a cio’ che e’ naturale nel senso che appartiene alla natura, come l’omosessualita’, ma giudica sulla base della SUA morale. E la morale nasce da una collettivita’, appartiene ad un’epoca precisa e ad un luogo preciso, e’ mutabile per sua natura.
      Seconda osservazione: nei baci saffici di tante ragazzine tu ci vedi la sfida e l’offesa, non necessariamente e’ cosi’. Personalmente ti potrei anche dare ragione ma come tu stessa fai notare nel tuo secondo commento (che invece condivido del tutto) e’ piu’ un fatto di educazione per omo ed eterosessuali, insomma vale per tutti, pero’ vederci una sfida sempre nei ragazzini e nelle ragazzine questo no, o almeno non credo.

  3. francesco

    io sono gay, lo sono sempre stato e non ho mai dovuto accettarmi per questo perché per me è la normalità e pertanto non ho mai pensato di potere essere in un altro modo e non vorrei nemmeno cambiare. Io mi piaccio per come sono e sono contento di questo, anche i miei genitori ed altri famigliari mi hanno accettato senza alcun problema… fortunato direi ma…….perché nonostante tutto ciò sto male? mi vergogno al solo pensiero di vivere una vita da omosessuale, fidanzarmi frequentare uno come me….mi sembra tutto fantascienza, ma allo stesso tempo vorrei farmi una vita, sono come nel limbo, quasi come avessi una doppia personalità: una che si accetta e si ama, l’altra che prova vegogna x me stesso…sinceramente sono disperato, spero che qualcuno mi possa aiutare.

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