L Word: la fiera della disoccupazione


Premessa: se sei lesbica continua a leggere che ti ritroverai, se sei etero continua a leggere e ti verrà la curiosità di capire di più, se sei ninfomane continua a leggere che ti do informazioni utili. L’argomento che tratterò in questo post è orientato al mondo gay femminile, perché ho intenzione di sezionare un noto telefilm americano che tratta l’argomento, L Word.

Sezionare in che senso? Nel senso che lo voglio fare a pezzi. Ho seguito le vicende con interesse ma i sentimenti  dominanti  sono sempre stati l’imbarazzo e l’incredulità. Si può dire che 4 scene su 5 sono di sesso, di tutti i generi, perché le donne possono stupire in quanto a fantasia. Nonostante siano sprovviste di materia prima non si danno per vinte e possiedono un repertorio da leccarsi i baffi. Quasi sempre gemiti, urla, love talking, bocche spalancate e posizioni da acrobata sono in primo piano, poi va be, c’è una trama, un filo che le protagoniste seguono ed è quello della più estrema promiscuità. Amore? Non credo sia menzionato, velato da una facciata di normalità, anche quello è tremendamente cosparso di lubrificante.

L word parla di un gruppo di amiche che vivono vicende personali e tutte (ma proprio tutte) ruotano intorno a questo gruppo. In pratica si riciclano a manetta. E’ un universo di ex delle ex, di me che mi faccio te e poi te ti fai l’altra, poi quell’altra si farà me e via discorrendo. L’unica presunta etero del telefilm sin dall’inizio della stagione fa il salto della quaglia per poi diventare la lesbica più improbabile, stronza e senza senso di tutta la serie. Era meglio se continuava a prendere carpe e branzini, ci faceva un favore. Queste amiche sono tutte ovviamente lesbiche e il loro universo è unicamente gay, si muovono solo ed esclusivamente nella cerchia ristretta (Los Angeles la facevo più grande) di amicizie e amanti lesbiche. Se per puro caso incontrano una donna etero… datele una puntata, diventerà lesbica pure lei. La facilità con cui le donne etero di quel telefilm si mettono a leccare fagiane è impressionante, ma passiamo oltre.

Le protagoniste della vicenda sono l’emblema della serie, considerato che trama ce n’è poca. E’ tutto affidato alle vicende personali di queste signorine, ogni storia è a sé, legate da un unico collante: il tradimento ed il sesso. Nel senso che le storie si legano una all’altra tramite un passaggio del testimone e il testimone è uno strap-on. Perché c’è da dire che le donne con le donne sono davvero delle porche incredibili, mi domando perché con gli uomini molte fanno le puritane: tramite L Word ho scoperto che le donne sono degli uomini senza cazzo.

Parliamo ora del cast o meglio di quelle a mio avviso più rilevanti e presenti in tutta la serie o quasi, così vi fate un’idea (per chi non l’ha visto, per chi l’ha visto sono certa saremo d’accordo al 100%):

Tina e Bette: allora… qui ho da dirne un sacco. Questa è l’unica coppia della serie duratura e longeva, 7 anni d’amore profondo dove arriveranno anche ad avere una figlia tramite inseminazione. Le due sono molto diverse tra loro. Tina è una trota che con la gravidanza diventerà una balena. Bette è una figa assoluta (Jennifer Beals dopo Flashdance l’ha vista brutta se ha fatto sta parte), potente e ricca. Bene, le due stanno assieme e dovrebbero rappresentare l’emblema dell’amore tra gay. Si, certo, a parte che Bette la cornifica, Tina torna etero per qualche mese, si rimettono assieme 10 volte e 10 volte si ricornificano. Però loro sono la coppia vera della serie. La domanda per Tina e Bette è: perché la foca di Tina si fa sempre donne bellissime e potenti?

Jenny: lei e la inizialmente etero che diventerà psicopatica dopo il cambio di gusti sessuali. Piccola, fragile, indifesa e totalmente pazza, non credo che nessuno sia interessato al personaggio di questo gremlins, in primis perché le sue storie sono totalmente da guardare sotto trip (Donnie Darko le fa una pippa) e se non hai trip non ce la puoi fare, in secondo luogo perché è disastrosa da guardare (nuda) durante le sue relazioni. Lei non dialoga, delira. Lei non scopa, cinguetta. La domanda per Jenny è: ma perché quel reggiseno non se lo tiene addosso che le sta meglio?

Helena: la più figa in assoluto, ma la più improbabile. Troppo bella per essere credibile. Parte col turbo: donna potente, ricca sfondata, spietata e irraggiungibile. Poi non si sa per quale motivo diventa scema, imbranata, sfigata da far paura. Ah si forse lo so perché, s’è fatta Tina nel periodo gravidanza, s’è sputtanata il curriculum. Beh questa donna ha relazioni che non si capisce. Prima scappa con una carcerata oscena e muscolosa su delle isole sperdute, poi si mette con una donna oltremodo oscena che l’ha denunciata di molestie sessuali e poi? Un poi per lei non esiste. La domanda per Helena è: ma perché?

Alice: fisicamente la donna più storta, caratterialmente la più simpatica, eticamente non si descrive. Questo personaggio è senz’altro il meno noioso della serie, le sue storie sono molteplici e variegate (si fa anche uomini, si dichiara bisex), alcune di spessore, altre senza senso (come tutte del resto) ma è anche donna pettegola, attiva, irruente, insomma movimentata. Motivata soprattutto a far girare i coglioni a tutte, non si fa mai una cespugliata di cazzi suoi. La domanda per Alice è: perché si veste con le tende?

Kit: sorella di Bette e personaggio a mio avviso inutile all’interno della serie. Priva di spessore emotivo (perché di spessore fisico ne ha fin troppo), l’unica etero della storia (che però ha degli scivoloni di tanto in tanto, a forza di stare con lesbiche tutto il santo giorno), Kit rappresenta la totale inattività, nonostante sia la proprietaria del noto locale dove si svolgono gran parte degli intrighi, invece di preparare caffè alla clientela sta sempre seduta a farsi i cazzi delle amiche lesbiche. La domanda per Kit è: cazzo ci fa nel cast?

Max: personaggio interessante in quanto da donna prenderà la decisione di fare una transizione e diventare uomo, quindi uno dei percorsi meno superficiali affrontati nella serie. Una trascorso personale drammatico, la relazione complicata con la famiglia, la scivolata sulla banana quando si scopa Jenny e poi il trash, il fondo oltre il quale la serie non poteva andare: rimane incinto di un gay. La domanda per Max è: ma quando ha letto il copione perché non ha urlato?

Carmen: la donna meno discreta della terra, inizia la sua avventura nella serie scopandosi indovinate chi? La tenebrosa e irraggiungibile (?) Shane (ne parlo alla fine, lei ha il posto d’onore) e così, da subito, si sente integrata nel gruppo tanto da scialacquare per i cazzi (cazzi è la parola meno appropriata, lo so) delle protagoniste come il prezzemolo. La donna più pallosa del cast ma soprattutto la più cornuta vista sulla faccia della terra. Ma tipo cornuta e maziata! Di quelle che lo sanno ma va bè! La domanda per Carmen è: poteva mica andarsene prima?

Phyllis e  Molly: Phyllis è la vecchia lesbica per eccellenza, quella che ha preso un girino per anni e poi ad una certa capisce di essere gay e con chi fa il test di ammissione? Con Alice ovviamente. Devo dire che ne ha di pelo sullo stomaco la nostra simpatica giornalista. Insomma lei è la riprova che non c’è mai limite all’indecenza. Quanto a Molly, figlia reale dell’attrice che interpreta Phyllis (e si vede), trovo sia il personaggio meno rilevante mai proposto: cazzo c’entrava lei con Shane? Ma soprattutto: sarà molto poco attraente? La domanda per Phyllis e Molly è: si può dire sia genetica l’omosessualità? E la deficienza?

Jodi: la donna meno attraente, sgraziata, antipatica e vendicativa. Parte sostenendo il ruolo della sordomuta sciupafemmine, che non è fedele e che ha solo avventure poi si mette con Bette e diventa una specie di zecca. Non parla ma riesce comunque a litigare e a rompere i coglioni in continuazione. Per fortuna Bette riprende il senno e la scarica. Ovviamente a seguito di un tradimento, con Tina, tra le altre cose. La domanda per Jodi è: oltre a fare sculture col ferro e a rompere i coglioni, che fa?

Shane: dulcis in fundo lei, la migliore di tutte, la più amata dalle spettatrici, che siano etero o bisex o chessoio lei se le fa tutte, non gliene scappa una. Sguardo intrigante e truce, fare da maschio mancato, charme e fascino a gogo. Peccato sia una cazzo di parrucchiera coi capelli sempre unti e appiccicati, che mangi una carota al giorno (peserà 35 kg), che indossa sempre e solo magliette con le susine in bella vista e che si vesta da H&M. Fa cagare. Eppure conquista. Ho sempre pensato che fosse un personaggio costruito male e che sia la pantomima di una lesbica carismatica, nessuno o quasi nessuno se n’è mai accorto. Spero che quando si porta a letto Jenny qualcuno si sia potuto ricredere. La domanda per Shane è: se ti do 10 euro te li lavi i capelli?

Ogni volta che ho guardato una puntata di L Word ho avuto tanti quesiti per la testa, ma uno in particolare mi ha sempre trapanato il cervello: ma ste stronze non lavorano mai?

se vuoi saperne di più su questo, guarda L Word

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18 commenti

Archiviato in l'universo lesbico

18 risposte a “L Word: la fiera della disoccupazione

  1. scopare così tanto, lascia ben poche energie per lavorare!

  2. Io… non ho parole.
    Hai dissacrato L Word. Come l’avrei dissacrato io, ma non ho mai avuto voglia di mettermi lì a scrivere. E non l’avrei mai fatto così sentitamente.
    Devo divulgare.

  3. Devo dire che non ho mai visto L world, manco per curiosità.
    Il punto è che ora me l’hai innescata!

  4. io

    “Si può dire che 4 scene su 5 sono di sesso, di tutti i generi, perché le donne possono stupire in quanto a fantasia. Nonostante siano sprovviste di materia prima non si danno per vinte e possiedono un repertorio da leccarsi i baffi.”

    ciao, solo una curiosità su questa frase…a cosa ti riferisci con “materia prima”? secondo te le donne, in quanto sprovviste di fallo, non possono fare sesso? se era questo il senso.
    Sul resto non aggiungo nulla perchè non sono andata oltre la seconda serie.

  5. la domanda sul lavoro io me la faccio sull’80% dei telefilm americani.. non so se hai notato che fanno tutte la bella vita, che hanno sempre qualche cazzo da fare… tranne ce lavorare.

  6. Kià

    sbaglio o manca dana? D:

  7. Ali

    Daccordo su tutta la linea.
    Lip Service è meglio….ok,anche lì solo strafighe che nel mondo reale nn esistono, ma io nn sono mai stata in Scozia, quindi un margine di dubbio me lo lascio…

  8. Pingback: Il manuale lesbico – cap.3: i cliché | virginpunk / hard blog

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