grande fratello: la crescita dell’antieroe


In tutte queste edizioni del Grande Fratello abbiamo imparato a dire “ma che programma di invertebrati! L’esempio del niente più assoluto, spegnete la tv!”. Come dare torto, a sto punto, a chi davvero crede che sia altamente diseducativo? Io l’ho sempre guardato per svago, per gossip, per leggerezza e per trascorrere frivoli lunedi sera ma mi rendo conto che più si va avanti più le cose peggiorano:

1. Molte più lacrime quando un concorrente esce; la disperazione tocca picchi esponenziali tanto che se una signora ultraottantenne, per errore, scanalando finisce sul programma, potrebbe pensare che un’altra nave si sia rovesciata

2. Molte più litigate, molti più “ma che cazzo ti punti quel dito? Mi vieni sotto? Fai il bullo? Vedi te fuori da qua che cosa ti faccio!”, molte più azioni di distruzione sedie, ante di armadi, poltrone, piatti, vagine e quant’altro

3. Molte più nutelle, marmellate, biscotti, torte a mezzanotte e di conseguenza molti più chili da smaltire una volta usciti; questi mammalucchi oltre a non dare nessun esempio e non essere per un cazzo interessanti, si strafocano come maiali

4. Molte più sfuriate della conduttrice che, esasperata a sua volta da questa discesa vorticosa nel trash più assoluto e irrecuperabile, parte con grida, caziatoni e udite udite con “chi ti credi di essere?”, un po’ come dire “oh ma cazzo pensi che se sei lì puoi cacare in testa a me che ti conduco?? ANCHE NO!

5. Molti più pericoli, in questa edizione siamo giunti al quasi sputtanamento del programma tanto che i concorrenti, pensando di essere al di sopra di tutta la produzione, si mettono a dare dei “pezzi di merda” agli autori, facendo trapelare che siano maltrattati o condotti ad azioni che non appartengono loro (sigh)

6. Molti più abbandoni, quest’anno tre su tre sono usciti, con motivazioni del tutto simili (o presunte motivazioni, capisciammè) : la fidanzata (o quel che resta di lei); impossibilitati a sostenere la lontananza e la paura che la sopracitata non abbia tollerato i loro innocentissimi e amichevolissimi bacini e abbracci e massaggi e palpate alle concorrenti femmine, prendono la porta rossa anzitempo (per nostra fortuna, ovviamente)

Questo è un riassunto molto breve di ciò che sta accadendo negli ultimi anni, fino ad oggi. E questo è l’inizio del mio post sulla questione. Da qui parte una raffica di mitragliate sul programma, ispirata dalla puntata di ieri sera. Penso di aver assistito ad uno spettacolo demenziale, credo che si sia trattata di una recita. Non posso credere che questi ragazzi, superati i provini ed entrati nella casa più chiacchierata d’Italia, siano arrivati a pensare di avere il potere assoluto (tipo Dio per capirci). Perché se ci penso mi metto le mani nei capelli. Molti moralisti (che solitamente attiro come le mosche alla merda) diranno o si limiteranno a pensare che non serviva la puntata di ieri per mettersi le mani nei capelli nei confronti di questo programma, ma come già scritto sopra, le motivazioni che spingono le persone a guardare un certo tipo ti tv sono importanti e non vanno sottovalutate. E’ importante COME lo si guarda e non PERCHE’. Tornando a questi soggetti e ripensando all’iter sostenuto in questi 12 anni, mi sovvengono mille pensieri. Il primo pensiero, quello più potente è: ma gli italiani che seguono la trasmissione e votano (spendendo anche dei soldi) ce la fanno? Più che altro, ce la fanno a capire che i loro preferiti e favoriti e pupilli che applaudono, incitano (con boati da stadio) sono il risultato di un insieme di cellule morte e corrotte che si differenziano da semplice plasma perché posseggono un accento romano coatto? Possibile che ogni anno i soggetti elevati ad eroi e ad esempi sono la peggio dimostrazione che basta urlare, litigare, andare contro tutti sempre e comunque per essere giudicati “veri”? Nella vita normale passiamo il nostro tempo ad insultare il prossimo?

Ovviamente tutti i concorrenti non sono affatto un esempio da seguire (fanno dei casting, e come già scritto su questo blog, se non sono maleducati, irrispettosi, moralmente discutibili, sfacciati, con storie strazianti alle spalle e altamente portati al tradimento e alla promiscuità, non entrano!) ma se proprio proprio vogliamo dare una preferenza… evviva quelli sul divano che parlano di cazzate! La gente invece vuole il caos, la cattiveria, la sofferenza (scenica, ovviamente). La puntata di ieri è l’esempio della ricerca dell’audience. Niente vietava di prendere il soggetto protagonista (non faccio nomi, dopo la storia di Wikipedia sto ben attenta) e sbatterlo fuori a calci nel culo. Probabilmente aveva ragione, probabilmente è stato miserabilmente manovrato e offeso e corrotto, ma sticazzi amico, la prossima volta vai a spalare la neve in Trentino invece di fare i provini per il Gf!

Ciò che più mi fa sorridere è la demenziale ricerca di chi lavora lì dentro di far passare il tutto come un vortice inarrestabile, come qualcosa che non dipende da loro. Non conosco le dinamiche interne del programma, mai potrei giudicare ciò che non conosco (posso farlo su quello che vedo, di fatti ho appena scritto il mio pensiero) ma di sicuro non credo minimamente che ciò che ieri sera è apparso agli occhi di tutti i coglioni che guardano il programma sia stato irrefrenabile (moralisti,vi sto dando ragione, vogliatemi bene). Non credo per niente che l’ingovernabile furia e ribellione dei concorrenti (altamente offesi, secondo loro ovviamente, dagli autori, dalla conduttrice, dalla produzione… stranamente non dal nostro giornalista preferito, ieri era fuori forma) non abbia fatto l’inchino agli ascolti. Suvvia, cerchiamo di essere limpidi. Ciò che è accaduto è stato il “meglio” di questa edizione che, ahimè, st’anno stava calando notevolmente gli ascolti; forse la gente s’è rotta delle liti, preferiscono le tragedie di cronaca, vista la satira che gira sulla rete. Forse la gente vuole fornire ai moralisti una fetta di torta più succulenta. Consiglio loro di rivolgersi su quella, infatti, su chi fa dello humor su gente che è morta, dispersa, su carriere stroncate, su eroi occasionali, sulla pellaccia di esseri umani, invece che ostinarsi a guardare e giudicare 4 stronzi che nessuno ha mai preso come esempio. Parliamoci chiaro: quelli che entrano nella casa non sono tanto dissimili da una buona percentuale (purtroppo) dei giovani di questa generazione, diciamo che loro sono a capo, i leader, della nullafacenza.

Il problema più grande, quello che va oltre il fatto che siano tutti belli, raccomandati, con storie strazianti alle spalle, traditori, litigiosi, intellettualmente scarsi ma sessualmente attivi, è che i popolari,i vincitori, sono sempre, perennemente, i più odiosi. Come dare torto agli italiani? Se proprio devono scegliere che lo facciano su chi apparentemente pare abbia una parvenza di vita, una persona che gridi in continuazione, che parli un italiano colorito e illusoriamente simpatico, che abbia la voce strozzata e stuprata da un setto nasale non rifatto, estirpato e che soprattutto non cambi idea: se mi stai sul cazzo mi stai sul cazzo a vita. L’esempio più clamoroso di guerrafondaio: i suoi neuroni sono in battaglia dalla nascita, pare.

Il programma è moralmente discutibile da decenni, chi sceglie le persone da fare entrare fa il suo lavoro, i personaggi che entrano ogni anno fanno ciò che la loro testa permette di fare… i coglioni sono i votanti, i fans, le comunità di pirla che credono anche che queste persone possano rappresentare il nostro paese.

Siamo noi, cari. Loro non si sono mai travestiti da buon esempio (casomai da Jennifer Lopez).

Non credo di essere mai stata più buona di così.

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8 commenti

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8 risposte a “grande fratello: la crescita dell’antieroe

  1. C’è un award per te sul mio blog

  2. Io amo la TV*, la guardo e, avendo studiato recitazione per lunghi anni e fatto qualche microscopico passo nello show business (tipo la protagonista di spettacoli teatrali talmente di nicchia, che per trovarli ti perdi e la comparsa in Godzilla o Law & Order, mica Gosford Park ;-)), mi sono sempre detta che in effetti il tutto sta in COME la guardi la TV: cioè, la utilizzi o la subisci? Il reality, come concetto, è una figata, purtroppo degenerata – soprattutto in Italia – in uno pietoso spettacolo della peggiore umanità, piuttosto che sfruttato come interessante mezzo per approfondire (anche in modo leggero, peccarità) l’animo, le bellezze e le stranezze dell’uomo in situazioni particolari e/o estreme (cfr. Castaway, BBC). Il GF l’ho spiluccato, nel tempo, ma quest’anno lo zapping non mi ha rivelato alcun personaggio interessante – o al limite anche solo particolarmente simpatico – quindi non l’ho seguito proprio per niente. Ma, da quel che colgo, la tendenza ad un casting al minimo comun denominatore continua: è una scelta di pubblico, non solo per quantità, ma anche per tipo – gli autori evidentemente credono che l’ignorante bifolco faccia più audience del ragazzo normale: pensano che ci piaccia di più sentirci superiori ad una massa di deficienti, piuttosto che riconoscerci nei patemi quotidiani, nelle avventure, nella personalità, nelle reazioni a situazioni, appunto, estreme, di chi è più o meno come noi. Io dissento, ma tant’è. Poi l’autore/presentatore finge di rimanere scioccato da momenti di bassa televisione, ma quello cerca. Peccato, ancora una volta si è tradito il potenziale di un format.
    *più che altro il mezzo, per la sua posizione al centro delle nostre case e la facoltà di trasmettere immagini, messaggi, cultura che possa intrattenere e divertimento intelligente: in particolare la TV generalista italiana con la cultura annoia a morte e col divertimento ti annienta le cellule cerebrali. Poi questo pubblico cerebralmente deceduto vota alle elezioni in una democrazia di automi e cervelli come carne in scatola. Viva l’Hard Culture! 🙂

  3. E’ umiliante vedere il GF e trovarsi davanti la realtà italiana ….infedeltà,aggressività….totale mancanza di umiltà e materia grigia.
    Italian do it better….le cazzate -.-
    Credo sia un’ottima cura per l’autostima, se non sei come loro, sei meglio.

  4. Una qualunque cogliona di passaggio.

    Anch’io seguo, da circa tre anni, questo programma. Che fa cagare.
    Però io il lunedì sera ho sempre i piedi gonfi e non mi va di vedere nessuno, solo la Marcuzzi e i suoi urlanti amici coglioni nella casa.
    Io vedo il Grande Fratello perchè ogni tanto ho bisogno di leggerezza, di vedere gente più idiota di me che si accusa di “esse na faaalza”, di farmi due risate quando Sant’Alfonso elargisce i suoi moralismi da due lire.
    Ho imparato a parlare romanesco vedendo questo meraviglioso ritratto del decadimento della televisione.
    Devo dire che quest’anno è particolarmente brutto, mi facevo delle risate pazzesche quando c’era quel veneto matto che diceva Pio Pio a quell’altro pugliese analfabeta che se la faceva con la Angelina Jolie de Trastevere, dai quella lì, quella che dava una lingua un po’ a chiunque, che poi si era fidanzata con la playmate cicciona e sudata.
    Eh, non ci sono più i Grandi Fratelli di un tempo.
    Concordo in pieno quando dici che è importante come lo guardi un dato programma, non il perchè.
    Provo tenerezza per quelli che spendono denari per i televoti, quelli che mandano gli aerei con le deliranti frasi sgrammaticate del tipo “Gustava siamo in miGlioni ha tifare per te!”, quelli che vanno nelle discoteche per vedere il loro beniamino nella speranza di fidanzarcisi e avere mille figli con lui.

    Parlando nello specifico dei concorrenti di quest’edizione, pur ignorando ancora i nomi della maggioranza di loro, devo dire che ho istinti fortemente omicidi verso:
    – La dentona burina che vincerà ad occhi chiusi
    – L’orribile mostro al botulino ingrassata duecento kg
    – La milanese vacca
    – Il delirante idiota convinto di essere uno squalo
    – La culona bionda con le extensions comprate nel Top Girl

    L’unica che non mi causa pustole cutanee è quella piemontesina tenera, ignoro il nome perchè l’ho sempre chiamata Rachel visto che mi ricorda quella di Glee.

    Ok, fine delle puttanate.
    …che poi, ma che cazzo di nome è Rudolf?

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