a natale siamo tutti più bastardi


Il natale, la fiera dell’ipocrisia. E via di luoghi comuni. La moda negli ultimi tempi non è più fare gli auguri, cantare Jingle Bells, parlare con la vocina castrata raccontando di come si è scoperto che non esiste il fottuto Babbo Natale… la moda di questi ultimi tempi è demolire il Natale. Parlarne male, dire che no! Io al Natale non ci sto! Non ci sto alla tradizione, che cazzo, ancora i tortellini in brodo! Ma mangiateli tu suocera di merda, rotta in culo! Io ti odio, ti ho sempre odiata, tu sei un cancro al colon! Oppure, fanculo a quelle schifosissime corone di foglie secche che mettete sulla porta, alle stelle attaccate sui vetri delle finestre, ai disegnini dei vostri cazzo di nipoti che dio, quanto sono osceni! Mettono una tristezza infinita! E fanculo la rimpatriata dei parenti, che tanto alle spalle Dio solo sa quante puttanate vi dite, ma fatela finita! E basta con le tag su Facebook! A me il Natale non interessa, ok???

Gli operatori telefonici diventono ricchi, ondate di sms con frasi assurde, mandate a tutte le rubriche, schede telefoniche studiate e create per Natale, i poveri extracomunitari che chiamano casa per fare gli auguri (se sono cattolici, ovviamente). Tutto sommato l’aria natalizia conserva ancora una parvenza di festa, di serenità, di pace. Per le strade ci sono tante belle lucine a forma di stelle o che cadono come gocce di pioggia sulle nostre teste. E sulle auto, che si muovono in queste strade, ancora donne che non sano guidare, uomini che bestemmiano perchè il bastardo davanti non si muove col verde o parla al cellulare e cazzo prenditi un fottuto auricolare e poi ficcati il telefono nel culo, non vedi che devo passare che ho i panettoni da portare a mamma?

Natale è ancora la due giorni di prigionia. Le città chiudono ogni forma di vita, negozi, bar, circoli, ospizi. Tutto chiuso, non puoi scappare. E allora ecco che parte la demolizione. Non ci resta che il pc e il cazzo di social network dove sfogare la frustrazione di non poter andare a fare un giro, anche solo per la strada, il giro della casa, perchè ti sembra di essere finito a Resident Evil dopo la spazzata umana. Così resti li, davanti ad un monitor, con l’uccellaccio di tradizione ficcato a forza nello stomaco, a scrivere che il Natale ti fa schifo, che è commerciale, che la gente compra regali e non pensa alla crisi, che per fortuna ti arrivano i soldi da mamma e papà, perchè in qualche modo si ha bisogno di una gratificazione per aver sprecato letteralmente due giorni della tua vita. E benedici che tu lavori il giorno dopo, lasci gli altri in ferie, a godersi gli avanzi del cenone e del pranzone, a sopportare l’alberello sempre sotto gli occhi, e lo strascico di tutte le canzoni di Celine Dion che tua nipote di 8 anni ha voluto ascoltare, tutto il cazzo di tempo.

Demolire il Natale è lo sport nazionale. E io ne faccio scorpacciata. Esco dal coro, il Natale a me piace molto, mi fa solo molto incazzare. Perchè ogni anno, sempre, perennemente, lo passo come tutti gli altri giorni. Per me non esiste la parentata, non esiste il regalo sotto l’albero (mi faccio dare i soldi tre mesi prima, puntualmente, per iscrivermi in una palestra nella quale non mi iscriverò mai), non esiste il pranzone con tombola annessa. Che dire? Non mi manca, non mi lamento di certo ma ogni volta spero che cambi qualcosa, che sia un Natale diverso. Invece no, quindi anche quest’anno ho seguito la moda e l’ho ammazzato. In qualche modo devo pur passare questi maledetti giorni di noia assoluta. Penso di poter camminare in orizzontale da quanto sono rimasta sdraiata sul letto. Altro modo di passare il Natale, scanalare sulla tv alla ricerca di qualcosa che non sia la carrellata di film natalizi osceni e pesanti e pallosi e fastidiosi che le reti ti propinano. L’ho fatto e ci sono cascata, io mi sono vista “la tata magica“, ve lo consiglio se non avete digerito l’uccello ripieno.

A Natale sono tutti più bastardi, è questa la verità. Anche quelli che ti fanno gli auguri e che ti taggano nelle foto più bestiali con quei cazzo di babbi natale che li picchieresti. Anche loro sono cattivi, anche loro non amano il Natale. Ammetterlo sarebbe già un passo in avanti. La ricorrenza dovrebbe farci essere più buoni, dovremmo ricordare, dovremmo festeggiare, dovremmo amare. Dovremmo… ma andate a cagare, tanto il grande fratello stasera lo fanno lo stesso, tiè!

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12 commenti

Archiviato in il popolo e la vita

12 risposte a “a natale siamo tutti più bastardi

  1. Siryl

    Hai citato Resident Evil, ciò mi rende orgogliona.
    Ci saranno natali veri, quelli in Famiglia. Attendiamo…

  2. A me il Natale, dal punto di vista spirituale non mi interessa visto che, seppur nata e cresciuta in famiglia cristiana ( anche se non praticante), ho abbracciato un altro credo. Mi resta comunque l’atmosfera della condivisione e dello stare insieme, ed è quella che in un certo senso “festeggio”! E’ vero, nella maggior parte dei casi è la fiera dell’ipocrisia!! Ma fortunatamente la mia famiglia (zii, cugini, parenti vari) è molto unita e il Natale è molto sentito. Certo, io le vacanze a casa le ho passate stravaccata sul divano a leggere e studiare (visto che nella capitale non hai molto tempo per prenderti una pausa per te stessa anche se io cerco sempre di ritagliarmi il mio ancolino di beata e rigenerante solitudine).. ma i giorni di festa hanno contribuito, come ogni anno, a mettermi pace nel cuore, a rafforzare alcuni valori che, nonostante tutta la merda dalla quale siamo circondati, ancora resistono: lo stare bene con le persone che amo e il rendermi consapevole delle mie radici, senza le quali non sarei nessuno! Apprezzo la tua schiettezza e sincerità ( è per questo che il tuo blog mi ha subito colpita e interessata!) ma, tutto sommato, il Natale poi non è così male! Poco mi interessa dell’ipocrisia che mi circonda… l’importante è quello che tu vivi dentro di te! 🙂
    A presto…

  3. Al di là del testo geniale, sono le foto scelte che mi hanno fatto luccicare gli occhi. Per me il Natale ormai è malinconia. Mi piace e non mi piace per questo, ma distruggerlo mette alla prova l’originalità di ogniuno.

    Ah, buon Natale.

  4. La cosa che mi resta di più di questo post è che il Natale ti piace, ma ti fa incazzare perchè non riesci a passarlo come vorresti. E’ tenera questa cosa e conferma che i cinici sono spesso degli idealisti feriti. Beh, sono convinta che arriverà un Natale che ti divertirà, festeggiato a modo tuo, alternativo se ti va, ma in buona compagnia. O magari addirittura un giorno ti troverai ad affrontare volentieri una giornata un po’ “ipocrita” per affetto di qualcuno, ed alla fine quell’ipocrisia potrebbe non essere altro che un modo per andare incontro a chi si ama, ma è diverso da noi – una volta l’anno ci può stare. E’ assolutamente vero che il Natale, come ogni festa ed ogni piccola cosa della vita, dipende soprattutto dalla poesia che sappiamo metterci dentro noi, secondo i nostri gusti, desideri, avventure… Buone feste e tutte quelle cose lì, cara Miz, chissà cosa porterà il 2012… xxx

  5. Min

    Beata te che te ne sbatti di tutti i luoghi comuni che le feste portano con loro!!! Purtroppo c’è chi è ostaggio delle magnerie, delle tombolate e del parentame che fa il tenero solo il 25 dicembre e poi per il resto dell’anno non si ricorda che esisti.

  6. Francesco

    Vedere Racoon City divenire realtà il giorno di Natale, sarebbe un regalo tanto imappropriato quanto auspicato ( e gradito).

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