sulle abitudini secolari: vince il puttantour


Ci sono poche cose continuative nella storia, una di queste è l’andare a puttane, diceva Giampiero Mughini. E non c’è fatto più vero. Molti sostengono che questo evento viene superato dal pranzo di Natale, molti più pranzi di Natale che clienti di puttane, nel corso dei secoli. Errore! Dopo il pranzo di Natale si va a puttane, per digerire. Quindi la quota si alza e vince sempre il puttantour. Ma quante cose, nel corso del tempo, sono rimaste immutate se non ampliate? Tante, direi troppe. E siamo andati tutti peggiorando.

Parliamo di cellulari, parliamo di tecnologia. La donna vince, mi spiace. Una percentuale altissima di donne tiene almeno 3 cellulari: uno per la famiglia, uno per il lavoro e uno per l’amante. Alcune ne hanno un quarto, per l’estetista, che a volte è anche l’amante quindi non necessita del quarto telefono. Insomma, ci siamo capiti. Le donne quando parlano al cellulare solitamente scelgono di farlo sui mezzi pubblici, una forma di esibizionismo molto diffusa. Normalmente poi quando chiacchierano lo fanno con una vocina artefatta, stridula, ridono in continuazione, parlano con amiche (mai con il compagno) e appellano l’interlocutrice con vezzeggiativi quali “amore” “tesoro” “amorella” “piccolina” e via discorrendo. Di recente ho assistito a 12 telefonate dalla fermata Loreto in Milano al capolinea (24 fermate) di una tipa molto alternative (felpona, scarpe randagie, capelli mai pettinati) che parlava con amiche che avrebbe visto proprio al capolinea della metropolitana per un giro di shopping natalizio. Nauseante e nauseabonda nei suoi affettuosismi e nelle sue risatine artefatte ha dato una scossa al sistema nervoso di tutti i presenti. E qui sorge la domanda: se devi vedere queste persone di lì a 10 minuti, perché renderci partecipi della tua demenza? Unica risposta: aveva un iphone.

Per variare la donna telefonista sceglie la cassa dei negozi. Appoggia la roba da pagare, sorride alla cassiera e tac! Parte la telefonata:

hey ciaooooo, si bene e tu? Guarda non sai che delirio oggi per le spese di natale! Ma alla fine sono riuscita a comprare tutto, ahahahah, meraviglioso per Antonio ho preso la borsa dell’acqua calda con le tette in silicone! Oh sisi va tutto bene, stiamo insieme ormai da 4 anni! Come dici? No, ora sono alla cassa a pagare! Aspetta che qui mi chiedono il bancomat… (spazientita)… eccomi, ora digito il pin, aspetta che l’ho sbagliato, un secondo resta in linea… ok ce l’ho fatta! Si certo che ci dobbiamo vedere!!! Cara come ti adoro! Un secondo che mi sta dando il sacchetto e le ricevute… ok… allora facciamo che ci sentiamo stasera con calma ok? Bacio bacio!!” e poi saluta la cassiera e se ne va.

Tra le tante cose continuative ed insostituibili ci sono le bambole gonfiabili per gli uomini. So che penserete siano demodè ma non è così. La percentuale di uomini che regalano bambole gonfiabili appare scarsa se non quasi nulla, ormai. Ma la realtà è che se le comprano da soli, online e le nascondono negli armadi. Nemmeno le mogli se ne sono mai accorte. Se capita che pulendo casa cada da un armadio una di queste compagne di gomma, le donne pensano sia il salvagente della figlioletta e rimettono tutto a posto. La bambola gonfiabile è fedele, è la donna che tutti gli uomini desiderano e non cesserà mai il commercio di tale oggetto d’amore. Per questo motivo, nel corso degli anni, si è evoluta: la potete trovare anche dell’est, quelle di colore sono passate di moda.

Qualcosa di totalmente recente, meno storica, è la borsa Vuitton. Questo oggetto è ormai sul braccio di milioni di donne. Per lo più sono tarocche ma anche le originali sono diventate un accessorio d’obbligo. Se giri per strada, su 10 donne, 9 avranno una Vuitton, rigorosamente nell’incavo del braccio, penzolante e ornata da ciondoli sbirluccicanti e tres chic. Possiamo affermare che il nostro amico Luigi sia inflazionato, avrebbe dovuto fare come la Ferrari, selezionare molto bene a chi vendere il proprio prodotto. Ormai se trovi una con la borsa shopper di Carpisa la puoi considerare alla moda, anche perché, parliamoci chiaro, le borse Vuitton di originale hanno solo il prezzo, sono identiche, noiose e color diarrea di cammello. Ma le donne, si sa, sono le migliori amiche dei diamanti.

Altra storica abitudine è litigare alle casse per la fila. Non cesserà mai la fantastica consuetudine di insultare la persona che ti passa davanti in coda o che tenta di fare la furba. Quasi la gente non aspetta altro. Che sia il supermercato, il negozio di abbigliamento, la profumeria, la farmacia, il sexy shop e via discorrendo. Non importa il luogo, importa la coda. Se ti trovi in attesa del tuo turno e una povera vecchietta che non capisce il senso della fila si accoda lateralmente parte la litigata:

scusi lei, guardi che ci sono prima io, non vede la fila dove finisce?
oh ma davvero?
non faccia la furba con me, prenda per il culo qualcun altro e vada dietro!
si, mi scusi”
con la scusa che siete rimbambite dalla demenza senile, oltre il posto a sedere sulla metro, volete anche il primato sulle code, ma vaffanculo!

Poi ci sono quelle che la furbata la fanno sul serio e li se non interviene qualcuno si rischia la rissa.

ma questa cosa fa?” (rivolta all’amica)
dice a me?
si dico a lei, guardi che io sono qui da mezzora, lei arriva fresca e si infila?
ma la pianti, io ero qua da ieri pomeriggio, si metta un paio d’occhiali
no bella, fai meno la furba, vedi di andare dietro
tze… non mi muovo manco morta, c’ero prima io

Arrivate alla cassa entrambe buttano la roba sul bancone e la cassiera resta un secondo in stand by. Le due si guardano, guardano la cassiera e partono con l’attacco:

c’ero prima io, batta la mia roba per cortesia
no no, io sono qui da un sacco in attesa, non esiste
scusate mi mettete in seria difficoltà…” (la cassiera)
se batti la sua roba ti aspetto fuori

Le abitudini millenarie sono qualcosa a cui è difficile rinunciare. Come il pompino in macchina. Se non siete informati ve lo dico io. Sono milioni gli uomini e le donne che praticano tale rischiosissimo atto sessuale. Da sempre l’adrenalina prodotta da una fellatio su strada è ambita e ricercata. C’è gente che si fa la tangenziale alle 2 di notte in pigiama (tutta la tangenziale) per farsi fare un pompino. Solitamente è abitudine farselo fare durante viaggi di lunga percorrenza, tipo Milano-Napoli. C’è la sosta pranzo, la sosta caffè, la sosta pisolo e la pausa pompino, che richiederà, anch’essa, la sosta per darsi una sistemata. Ecco cosa sono quei fazzoletti ammucchiati che trovi quando scendi dall’auto per andare a mangiarti un Icaro all’autogrill.

E poi ci sono le donne in carne che si incazzano nei negozi di abbigliamento. Loro non finiranno mai di ripetere la solita frase “cazzo è sta roba, taglia anoressia?”. Come darle torto? Il più delle volte nei negozi più conosciuti la taglia 46 equivale ad una 38. Prendi il jeans della tua taglia, lo apri, lo osservi, sbarri gli occhi e fermi una commessa, “scusa quanti numeri devo sottrarre per la taglia reale?” “è già reale”. E qui parte la rabbia più estrema. Il pensiero che i poveri  bambini sfruttati in Malesia non abbiano fornitura sufficiente di stoffa per creare la taglia giusta. O il pensiero fugace di un complotto internazionale che dovrebbe spingere le donne cicciotte a mangiare meno, a soffrire, a far parte delle donne strafighe e stramagre che tutti vogliono vestire. Dalla rabbia si passa alla depressione,  e questo è un sentimento storico,  ripetuto, continuo, irreparabile. Non esisterà mai un’evoluzione sulla taglia forte, sarai sempre costretta  ad andare a comprare da Oltre, che già chiamandosi così ci dice tutto:  “non fermarti nei negozi di tendenza, vai Oltre, prenditi una bella tuta!”.

Potrei andare avanti per giorni, ci sono cose che non smettono mai di far parte del quotidiano: la nutella, i negozi di massaggio tailandesi, la camporella, i regali di natale che fanno cagare, la sdolcineria pre ciclo e bla bla bla. Per questo motivo penso di dedicarvi un altro post, più avanti.

Se pensate mi sia dimenticata qualcosa… fatemelo sapere!

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13 commenti

Archiviato in il popolo e la vita

13 risposte a “sulle abitudini secolari: vince il puttantour

  1. miky

    hahahahhahha fantastica come sempre! 😛

  2. Darksun

    la donna che si paga meno e’ quella che si paga subito (vecchio proverbio bresciano tradotto). e co sti tempi di crisi via al puttantour

  3. Mia madre è una demente, ma ogni tanto dice cose veritiere. Ad esempio, anche lei sostiene che il mestiere della puttana non passerà mai di moda ed esisterà fino alla fine del mondo, perchè richiesto sempre e comunque. E’ una di quelle cose che non è possibile debellare: finchè c’è richiesta – e ce n’è a bizzeffe! – i puttantour avranno sempre successo.

    Saludos dalla Lupa, un po’ spelacchiata, chè stasera ho le palle girate per il troppo stress.

  4. Ma se il vezzeggiativo è inserito in una frase tipo: “Senti tesoro, vai a ca***”, l’effetto nauseabondo si considera annullato?? Perchè di solito tra le mie amiche funziona così… 😉
    Capitolo Jessica – bambola di gomma gonfiabile ricevuta da mio marito in occasione dell’addio al celibato: l’ho ritrovata durante l’ultimo trasloco e non ho avuto cuore di buttarla, poverella, ormai fa parte della famiglia.
    Infine: richiamo la tua attenzione su quelli che, mentre tu civilmente aspetti che la macchina parcheggiata davanti a te faccia manovra a lasci libero l’ambito posto nel parcheggio strapieno, arrivano in controsenso e s’infilano – al solito sbeffeggiandoti pure con un sogghigno sotto i baffi. E se dimostri con un’inequivocabile espressione facciale che sei alquanto scocciata, s’incazzano pure a gran voce (parlando all’amico o addirittura da soli) con tutti ‘sti pirla che non hanno ancora capito un c*** di come gira il mondo. Vabbè, finisce che invece di farmi una ghignata oggi mi montano pure i nerviiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii! smack

  5. Ahahahhahahha sei fantastica!! Contentissima di averti scoperta… ti inserisco subito nella lista dei blog che seguo!!!
    Passa anche tu da me se ti fa piacere… il mio blog è un pò diverso.. ma meglio così no??
    A presto…spero!

  6. Runes

    mai ascoltato “Puttantour” di Trucebaldazzi? solo per darti ragione!

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