Archivi del mese: dicembre 2011

a natale siamo tutti più bastardi


Il natale, la fiera dell’ipocrisia. E via di luoghi comuni. La moda negli ultimi tempi non è più fare gli auguri, cantare Jingle Bells, parlare con la vocina castrata raccontando di come si è scoperto che non esiste il fottuto Babbo Natale… la moda di questi ultimi tempi è demolire il Natale. Parlarne male, dire che no! Io al Natale non ci sto! Non ci sto alla tradizione, che cazzo, ancora i tortellini in brodo! Ma mangiateli tu suocera di merda, rotta in culo! Io ti odio, ti ho sempre odiata, tu sei un cancro al colon! Oppure, fanculo a quelle schifosissime corone di foglie secche che mettete sulla porta, alle stelle attaccate sui vetri delle finestre, ai disegnini dei vostri cazzo di nipoti che dio, quanto sono osceni! Mettono una tristezza infinita! E fanculo la rimpatriata dei parenti, che tanto alle spalle Dio solo sa quante puttanate vi dite, ma fatela finita! E basta con le tag su Facebook! A me il Natale non interessa, ok???

Gli operatori telefonici diventono ricchi, ondate di sms con frasi assurde, mandate a tutte le rubriche, schede telefoniche studiate e create per Natale, i poveri extracomunitari che chiamano casa per fare gli auguri (se sono cattolici, ovviamente). Tutto sommato l’aria natalizia conserva ancora una parvenza di festa, di serenità, di pace. Per le strade ci sono tante belle lucine a forma di stelle o che cadono come gocce di pioggia sulle nostre teste. E sulle auto, che si muovono in queste strade, ancora donne che non sano guidare, uomini che bestemmiano perchè il bastardo davanti non si muove col verde o parla al cellulare e cazzo prenditi un fottuto auricolare e poi ficcati il telefono nel culo, non vedi che devo passare che ho i panettoni da portare a mamma?

Natale è ancora la due giorni di prigionia. Le città chiudono ogni forma di vita, negozi, bar, circoli, ospizi. Tutto chiuso, non puoi scappare. E allora ecco che parte la demolizione. Non ci resta che il pc e il cazzo di social network dove sfogare la frustrazione di non poter andare a fare un giro, anche solo per la strada, il giro della casa, perchè ti sembra di essere finito a Resident Evil dopo la spazzata umana. Così resti li, davanti ad un monitor, con l’uccellaccio di tradizione ficcato a forza nello stomaco, a scrivere che il Natale ti fa schifo, che è commerciale, che la gente compra regali e non pensa alla crisi, che per fortuna ti arrivano i soldi da mamma e papà, perchè in qualche modo si ha bisogno di una gratificazione per aver sprecato letteralmente due giorni della tua vita. E benedici che tu lavori il giorno dopo, lasci gli altri in ferie, a godersi gli avanzi del cenone e del pranzone, a sopportare l’alberello sempre sotto gli occhi, e lo strascico di tutte le canzoni di Celine Dion che tua nipote di 8 anni ha voluto ascoltare, tutto il cazzo di tempo.

Demolire il Natale è lo sport nazionale. E io ne faccio scorpacciata. Esco dal coro, il Natale a me piace molto, mi fa solo molto incazzare. Perchè ogni anno, sempre, perennemente, lo passo come tutti gli altri giorni. Per me non esiste la parentata, non esiste il regalo sotto l’albero (mi faccio dare i soldi tre mesi prima, puntualmente, per iscrivermi in una palestra nella quale non mi iscriverò mai), non esiste il pranzone con tombola annessa. Che dire? Non mi manca, non mi lamento di certo ma ogni volta spero che cambi qualcosa, che sia un Natale diverso. Invece no, quindi anche quest’anno ho seguito la moda e l’ho ammazzato. In qualche modo devo pur passare questi maledetti giorni di noia assoluta. Penso di poter camminare in orizzontale da quanto sono rimasta sdraiata sul letto. Altro modo di passare il Natale, scanalare sulla tv alla ricerca di qualcosa che non sia la carrellata di film natalizi osceni e pesanti e pallosi e fastidiosi che le reti ti propinano. L’ho fatto e ci sono cascata, io mi sono vista “la tata magica“, ve lo consiglio se non avete digerito l’uccello ripieno.

A Natale sono tutti più bastardi, è questa la verità. Anche quelli che ti fanno gli auguri e che ti taggano nelle foto più bestiali con quei cazzo di babbi natale che li picchieresti. Anche loro sono cattivi, anche loro non amano il Natale. Ammetterlo sarebbe già un passo in avanti. La ricorrenza dovrebbe farci essere più buoni, dovremmo ricordare, dovremmo festeggiare, dovremmo amare. Dovremmo… ma andate a cagare, tanto il grande fratello stasera lo fanno lo stesso, tiè!

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sulle abitudini secolari: vince il puttantour


Ci sono poche cose continuative nella storia, una di queste è l’andare a puttane, diceva Giampiero Mughini. E non c’è fatto più vero. Molti sostengono che questo evento viene superato dal pranzo di Natale, molti più pranzi di Natale che clienti di puttane, nel corso dei secoli. Errore! Dopo il pranzo di Natale si va a puttane, per digerire. Quindi la quota si alza e vince sempre il puttantour. Ma quante cose, nel corso del tempo, sono rimaste immutate se non ampliate? Tante, direi troppe. E siamo andati tutti peggiorando.

Parliamo di cellulari, parliamo di tecnologia. La donna vince, mi spiace. Una percentuale altissima di donne tiene almeno 3 cellulari: uno per la famiglia, uno per il lavoro e uno per l’amante. Alcune ne hanno un quarto, per l’estetista, che a volte è anche l’amante quindi non necessita del quarto telefono. Insomma, ci siamo capiti. Le donne quando parlano al cellulare solitamente scelgono di farlo sui mezzi pubblici, una forma di esibizionismo molto diffusa. Normalmente poi quando chiacchierano lo fanno con una vocina artefatta, stridula, ridono in continuazione, parlano con amiche (mai con il compagno) e appellano l’interlocutrice con vezzeggiativi quali “amore” “tesoro” “amorella” “piccolina” e via discorrendo. Di recente ho assistito a 12 telefonate dalla fermata Loreto in Milano al capolinea (24 fermate) di una tipa molto alternative (felpona, scarpe randagie, capelli mai pettinati) che parlava con amiche che avrebbe visto proprio al capolinea della metropolitana per un giro di shopping natalizio. Nauseante e nauseabonda nei suoi affettuosismi e nelle sue risatine artefatte ha dato una scossa al sistema nervoso di tutti i presenti. E qui sorge la domanda: se devi vedere queste persone di lì a 10 minuti, perché renderci partecipi della tua demenza? Unica risposta: aveva un iphone.

Per variare la donna telefonista sceglie la cassa dei negozi. Appoggia la roba da pagare, sorride alla cassiera e tac! Parte la telefonata:

hey ciaooooo, si bene e tu? Guarda non sai che delirio oggi per le spese di natale! Ma alla fine sono riuscita a comprare tutto, ahahahah, meraviglioso per Antonio ho preso la borsa dell’acqua calda con le tette in silicone! Oh sisi va tutto bene, stiamo insieme ormai da 4 anni! Come dici? No, ora sono alla cassa a pagare! Aspetta che qui mi chiedono il bancomat… (spazientita)… eccomi, ora digito il pin, aspetta che l’ho sbagliato, un secondo resta in linea… ok ce l’ho fatta! Si certo che ci dobbiamo vedere!!! Cara come ti adoro! Un secondo che mi sta dando il sacchetto e le ricevute… ok… allora facciamo che ci sentiamo stasera con calma ok? Bacio bacio!!” e poi saluta la cassiera e se ne va.

Tra le tante cose continuative ed insostituibili ci sono le bambole gonfiabili per gli uomini. So che penserete siano demodè ma non è così. La percentuale di uomini che regalano bambole gonfiabili appare scarsa se non quasi nulla, ormai. Ma la realtà è che se le comprano da soli, online e le nascondono negli armadi. Nemmeno le mogli se ne sono mai accorte. Se capita che pulendo casa cada da un armadio una di queste compagne di gomma, le donne pensano sia il salvagente della figlioletta e rimettono tutto a posto. La bambola gonfiabile è fedele, è la donna che tutti gli uomini desiderano e non cesserà mai il commercio di tale oggetto d’amore. Per questo motivo, nel corso degli anni, si è evoluta: la potete trovare anche dell’est, quelle di colore sono passate di moda.

Qualcosa di totalmente recente, meno storica, è la borsa Vuitton. Questo oggetto è ormai sul braccio di milioni di donne. Per lo più sono tarocche ma anche le originali sono diventate un accessorio d’obbligo. Se giri per strada, su 10 donne, 9 avranno una Vuitton, rigorosamente nell’incavo del braccio, penzolante e ornata da ciondoli sbirluccicanti e tres chic. Possiamo affermare che il nostro amico Luigi sia inflazionato, avrebbe dovuto fare come la Ferrari, selezionare molto bene a chi vendere il proprio prodotto. Ormai se trovi una con la borsa shopper di Carpisa la puoi considerare alla moda, anche perché, parliamoci chiaro, le borse Vuitton di originale hanno solo il prezzo, sono identiche, noiose e color diarrea di cammello. Ma le donne, si sa, sono le migliori amiche dei diamanti.

Altra storica abitudine è litigare alle casse per la fila. Non cesserà mai la fantastica consuetudine di insultare la persona che ti passa davanti in coda o che tenta di fare la furba. Quasi la gente non aspetta altro. Che sia il supermercato, il negozio di abbigliamento, la profumeria, la farmacia, il sexy shop e via discorrendo. Non importa il luogo, importa la coda. Se ti trovi in attesa del tuo turno e una povera vecchietta che non capisce il senso della fila si accoda lateralmente parte la litigata:

scusi lei, guardi che ci sono prima io, non vede la fila dove finisce?
oh ma davvero?
non faccia la furba con me, prenda per il culo qualcun altro e vada dietro!
si, mi scusi”
con la scusa che siete rimbambite dalla demenza senile, oltre il posto a sedere sulla metro, volete anche il primato sulle code, ma vaffanculo!

Poi ci sono quelle che la furbata la fanno sul serio e li se non interviene qualcuno si rischia la rissa.

ma questa cosa fa?” (rivolta all’amica)
dice a me?
si dico a lei, guardi che io sono qui da mezzora, lei arriva fresca e si infila?
ma la pianti, io ero qua da ieri pomeriggio, si metta un paio d’occhiali
no bella, fai meno la furba, vedi di andare dietro
tze… non mi muovo manco morta, c’ero prima io

Arrivate alla cassa entrambe buttano la roba sul bancone e la cassiera resta un secondo in stand by. Le due si guardano, guardano la cassiera e partono con l’attacco:

c’ero prima io, batta la mia roba per cortesia
no no, io sono qui da un sacco in attesa, non esiste
scusate mi mettete in seria difficoltà…” (la cassiera)
se batti la sua roba ti aspetto fuori

Le abitudini millenarie sono qualcosa a cui è difficile rinunciare. Come il pompino in macchina. Se non siete informati ve lo dico io. Sono milioni gli uomini e le donne che praticano tale rischiosissimo atto sessuale. Da sempre l’adrenalina prodotta da una fellatio su strada è ambita e ricercata. C’è gente che si fa la tangenziale alle 2 di notte in pigiama (tutta la tangenziale) per farsi fare un pompino. Solitamente è abitudine farselo fare durante viaggi di lunga percorrenza, tipo Milano-Napoli. C’è la sosta pranzo, la sosta caffè, la sosta pisolo e la pausa pompino, che richiederà, anch’essa, la sosta per darsi una sistemata. Ecco cosa sono quei fazzoletti ammucchiati che trovi quando scendi dall’auto per andare a mangiarti un Icaro all’autogrill.

E poi ci sono le donne in carne che si incazzano nei negozi di abbigliamento. Loro non finiranno mai di ripetere la solita frase “cazzo è sta roba, taglia anoressia?”. Come darle torto? Il più delle volte nei negozi più conosciuti la taglia 46 equivale ad una 38. Prendi il jeans della tua taglia, lo apri, lo osservi, sbarri gli occhi e fermi una commessa, “scusa quanti numeri devo sottrarre per la taglia reale?” “è già reale”. E qui parte la rabbia più estrema. Il pensiero che i poveri  bambini sfruttati in Malesia non abbiano fornitura sufficiente di stoffa per creare la taglia giusta. O il pensiero fugace di un complotto internazionale che dovrebbe spingere le donne cicciotte a mangiare meno, a soffrire, a far parte delle donne strafighe e stramagre che tutti vogliono vestire. Dalla rabbia si passa alla depressione,  e questo è un sentimento storico,  ripetuto, continuo, irreparabile. Non esisterà mai un’evoluzione sulla taglia forte, sarai sempre costretta  ad andare a comprare da Oltre, che già chiamandosi così ci dice tutto:  “non fermarti nei negozi di tendenza, vai Oltre, prenditi una bella tuta!”.

Potrei andare avanti per giorni, ci sono cose che non smettono mai di far parte del quotidiano: la nutella, i negozi di massaggio tailandesi, la camporella, i regali di natale che fanno cagare, la sdolcineria pre ciclo e bla bla bla. Per questo motivo penso di dedicarvi un altro post, più avanti.

Se pensate mi sia dimenticata qualcosa… fatemelo sapere!

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donne: smettetela di rosicare


Parliamoci chiaro donne, siete delle rosicone. O almeno, la maggior parte. A meno che tu non sia una lesbica latente, ogni povera donna dotata di bellezza estetica è immediatamente demolita. Possedere un fisico della madonna e tutte le carte per sedurre il mondo, è sinonimo di imbecillaggine. Non può esistere il binomio bella e intelligente o bella e interessante, ma solo bella e scema. Questo ovviamente è ciò che la donna media pensa e penserà per il resto dei suoi giorni, soprattutto se è brutta e intelligente o brutta e simpatica. Solitamente la donna bella se la tira, o comunque conoscendo il proprio potenziale di figa assurda, sfoggia abiti succinti, insomma quelli che tu cesso umano non puoi permetterti perché faresti ridere i polli. Se entra in un locale dove tu sei già seduta, le teste girano così tanto da svitarsi e cadere a terra. La gnocca stratosferica questo lo sa ma finge disinteresse e sorridendo beata prende posto, proprio al tavolo di fianco al tuo. Sia mai. Per te e le tue amiche di sventura è la fine. Se poi al tuo tavolo ci sono anche ominidi dotati di pene, è la morte. Tutta la sera la figa farà svolazzare la chioma a destra e sinistra e tu continuerai a sentenziare così:

cioè ma hai visto la gonna? Poteva uscire pure senza…
poverina, non potendo contare su altre doti deve pur mostrare qualcosa
ma perché ride come una gallina, dio che deficiente
gli uomini preferiscono quelle come lei perché hanno la vista più sviluppata del cervello

Le tue amiche saranno ovviamente d’accordo con te e ti sosterranno per il resto della serata. Non ti accorgerai nemmeno di aver perso solo tempo. Quando la figa assurda si alzerà per andarsene altre teste si sviteranno e, sia tu, che i tuoi compagni di tavolo, resterete con gli occhi appiccicati al suo culo tornito e perfetto, mentre il tuo fegato sarà contorto e strizzato in una morsa d’acciaio. Mi spiace per te, è davvero un peccato per il tuo fegato. Potresti conservarlo meglio della faccia. La figa assurda è uno status. Esiste da millenni. E si suddivide in diverse sottocategorie. Quella più bersagliata dalle cesse è la bionda.

Si sa ormai da sempre che la bionda è la scema per eccellenza (così dicono) e che se tenta anche solo di usare un vocabolo forbito lo canna in pieno, as always. Se una bionda è bona ha la vita ad un bivio, o si abbuffa per una settimana da Macdonald e tinge i capelli, o anche se è laureata 110 e lode alla Bocconi, nessuno le darà mai credito. I maschi se la vorranno scopare, la porteranno in giro per qualche serata sui Navigli (rifiutandosi di ascoltarla quando parla) e alla fine le diranno che non sono pronti ad una relazione (per poi mettersi con una balena della Cattolica). Mentre le donne non la vorranno mai come amica. Perché tu, stronza cessoide, quando la incontrerai sarprai solo sentenziare:

se le parlo sento il rimbombo nella testa
ha un bel corpo ma un neurone ed è pure bruciato, magari dalla cocaina
le conviene tacere, non sa coniugare un verbo manco a pagarla oro

Il tutto ovviamente senza conoscerla. La bella non balla, si sa, ma si sa solo per la teoria della popolazione femminile cessa o pseudo-carina. L’invidia e il rosicamento preclude alle donne la possibilità di essere solidali, di essere femmine al 100%. Esistono donne belle molto intelligenti e interessanti, umili, dotate di carisma e buona lavoratrici. Ma anche in quel caso, credetemi, le donne cesse troveranno un difetto, troveranno la frase da guinness, la frase che una volta sentita a me verrebbe da dire “se rosichi ancora un po’ di te non resterà che una manciata di segatura sul pavimento”. Quando la donna gnocca apre bocca e sbalordisce in sapienza, la cessoide penserà esattamente questo:

una donna del genere non può avere un uomo al suo fianco, e come la gestisce? E’ troppo, bella, intelligente, colta. Poteva mica essere più umile? Poverina… sarà sola per sempre

La donna meno bella ha sicuramente più difficoltà, ne convengo. Deve sbattersi a non finire affinchè le venga data la possibilità di dimostrare la sua bellezza interiore, il suo sapere, la sua simpatia. Ma credetemi, la bella è sfigatissima. Il suo corpo l’aiuterà in un approccio iniziale, gli uomini saranno più predisposti a darle una possibilità, che sia lavorativa o di altro tipo, ma ciò che dovrà affrontare dopo, voi nemmeno potete immaginarlo. O se lo immaginate, anche in quel caso rosicate, per questo siete preoccupanti. La vita della figa assurda è costellata di successi e consensi, ma la riuscita di un qualsiasi altro trionfo è quasi nulla. Cosa importa, dunque, se quando arriva se la tira? Cosa vi importa se ride e guaisce per battute del cazzo? Il moto imperante dovrebbe essere la tenerezza verso di lei, invece no, parte la mitragliata di insulti, così, di default. La gnocca non fa quasi niente per farsi benvolere, se avvista una cessa è capace di tutto pur di farsi notare e farla rosicare. Il potere della conquista è una dote che possiede e le va riconosciuta. Voi bruttarelle accontentatevi di tutto il resto, che è ciò che vi darà la possibilità di non essere mai giudicate a prescindere. Fate ammenda dunque, rifletteteci, se potete.

Per quanto riguarda me, tipa non tanto figa ma molto interessante (me la sto tirando), quando vedo una donna molto magra e dal culo scultoreo che parla 5 lingue, ammetto di dire sempre la solita frase rosicona:

amore mio ti prego, vai a mangiarti un kebap!”.

Voglio dire, se lo mangia lei non lo mangio io! E siamo tutte più contente!

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