Archivi del mese: settembre 2011

i maniaci della cronaca nera


Argomento tabù: la cronaca nera. Quella che ci ostiniamo a voler ascoltare al tg o leggere sui giornali, siamo tutti maniaci, non vediamo l’ora di sentire che qualcuno è stato ammazzato, pugnalato, seviziato, squartato, sezionato e via discorrendo. Non è umanità ciò che ci spinge a farlo, ma fame di notizie macabre. Siamo malati, appunto. Quindi è normale che quando parlano di Sarah Scazzi (anche se è passata un pò di moda, poraccia) cominciamo a fare cenni impetuosi con la mano per far star zitto chi abbiamo accanto (capita anche di farlo se si è soli come cani), non possiamo perdere l’ultima notizia. Vale così per Yara Gambirasio o la new entry Melania Rea.

Il problema di tutto è che al 90% di questi personaggi non frega una beneamata verga di ste donne. Nonostante l’espressione schifata, il diniego con la testa, il mento tremulo e la frase finale “che schifo”, appena spengono il televisore si alzano e pensano “che due cojoni devo lavare i piatti… no, lo fo domani!” e si mettono a giocare a mahjong. Ecco che il fottuto moralismo spicca vertici altissimi. Queste persone che si ostinano a seguire le vicende con quel finto interesse di qualcuno che vorrebbe un mondo migliore (e poi non fanno la raccolta differenziata, si inizia dalle piccole cose, stronzi!). La maniacalità con cui si segue la cronaca nera è dettata per lo più dal nostro lato oscuro. Eppure si proclama sempre di voler sapere, conoscere la verità, per realizzare in che cazzo di mondo viviamo. Eh no, miei cari. La verità è che lo sapete già che siamo nella merda, non serve alimentare i media, quello è solo a svantaggio di quelle povere vittime che tanto piangete e conseguentemente delle loro rispettabili famiglie.

Le tv infatti creano la fiction, rendono la vicenda ancora più appetibile da seguire, fluida e omogenea, proprio come una telenovela. Ricostruzioni (con musiche strappalacrime intervallate dalla sigla di twin peaks, da brivido proprio, povera Laura Palmer!), interviste, addirittura siamo giunti anche alle telefonate registrate mandate in onda, intercettazioni e video di assassini che pisciano in una siepe prima del delitto. Tutto questo non ha senso di esistere. Eppure quel che viene affermato è che questo tipo di programmi sono atti a dare informazione, a rendere limpido ciò che accade, senza tralasciare nulla. Oh si, di sicuro non manca l’informazione, presto avremo notizie anche dall’andrologo di Parolisi, se aveva o meno problemi di erezione così che la moglie avrebbe potuto rivelarlo all’amante (movente passionale).

Non sono i media a sbagliare, siamo noi. Che crediamo sia corretto parlare di fatti di cronaca sfociando in vite personali, in intimi segreti, in fatti che non competono. La popolazione deve essere informata sui pericoli che ci contaminano, su ciò che sta accadendo intorno a noi, senza scadere nel ridicolo, nella speculazione, nella fasulla intenzione di fare del fatto di cronaca mero giornalismo. Qui si tratta di tirare su gli ascolti, parliamoci chiaro. Sarebbe meglio ammetterlo a sé stessi invece di credersi lontani anni luce da questa presa per il culo nazionale. Ognuno fa il suo lavoro e va rispettato, solo invece di elevarsi al ruolo di misericordioso eroe popolare che si dispiace enormemente per la povera ragazzina uccisa, cambia canale e va a dire a tua figlia che sai quante volte si cambia in ascensore quando dice di andare all’oratorio.

Bisogna che si guardi dentro casa, amici. Bisogna che ci si renda conto di cosa stiamo affrontando, nella misura che resta nel dignitoso. Non sfociamo nel vergognoso, che è diverso. E se posso dare il beneficio del dubbio agli speciali in tv sui fatti di cronaca (ma a fatica), non posso passare sopra i programmi pomeridiani di certe reti (manco sto a specificarle, conosciamo) che dopo la notizia di Melania trucidata probabilmente dal marito (???) intervistano Leonardo e Diletta che si sono lasciati. Chi sono? Dai che lo sapete, furbastri! Dunque uno schiaffetto morale a chi sentenzia con ardore sempre e comunque sulla mia amica Maria de Filippi e i suoi programmi (li adoro!) ma che si mette comodo in poltrona ad alzare lo share a chi parla di fatti cruenti con la stessa moralità di una zoccola che dice di voler fare la suora di clausura perché ha sentito Gesù (siamo sicuri fosse proprio lui e non Barabba che voleva fare giochini strani?).

In ogni caso lasciamo vivere.

Così sia.

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