Archivi del mese: agosto 2011

la tattica maschile dello “scomparire”


Ci sono cose che nei secoli non cambiano mai, anzi peggiorano. Come l’usanza di andare a puttane, quello è un rito che non cesserà mai di esistere, lo diceva anche Giampiero Mughini. Ma, tra le cattive abitudini della popolazione maschile, primeggia senza pari quella di “scomparire” da una relazione. E qui andrò ad approfondire, come mio solito, l’argomento, senza mezzi termini.

L’uomo, che ha come predecessore la scimmia, ha talento e voglia di arrivare, quasi sempre (tranne i derelitti societari, tipo quelli in giro con lo scooter a fare l’impennata in due senza casco), spirito manageriale, capacità di comando, ma nelle relazioni amorose, sfodera un cervello grande quanto una nocciolina, oltre che due coglioni altrettanto minuscoli. Perché? Ve lo spiego subito.

Il soggetto, chiamiamolo ominide,  solitamente quando incontra una pulzella, sfodera il repertorio più antico del mondo, siamo a livelli del tipo “sai mica che ore sono?”. Non ci credete? Vi assicuro che ne esistono ancora e stranamente su alcune tizie funziona, proprio perché sembra fatto apposta per far ridere (non diciamo loro che non era una battuta, potrebbero restare catatoniche per lo shock!). Una volta fatto abboccare all’amo la trota da 55 chili, iniziano a mandarle una raffica di sms, solitamente del genere:

buongiorno principessa, volevo augurarti una buonissima giornata e mandarti un bacio volante
spero che la tua giornata sia serena e frizzante, ti penso
buonanotte dolce bimba, fai sogni di zucchero e sognami

La trota ovviamente rimane estasiata da queste attenzioni caramellose e inizia a dare risposte analoghe fino a che lo scambio di sms rende multimilionaria la società telefonica. Gli incontri arrivano in un successivo momento, quando il grado di conoscenza è ormai all’apice (non sia mai che ci si incontra e ci si conosce di persona, troppa  fatica) o almeno, così si crede. I due iniziano quindi, tra un centinaio di sms e l’altro, a fare vita sociale: un dvd a casa degli amici di lei, un film al cinema con gli amici di lui, un giapponese con i colleghi di lei, una giornata al lago con i colleghi di lui. Poi finalmente arriva l’appuntamento da soli, quando il grado di conoscenza ha raggiunto livelli mondiali (conoscere il tipo di gamberoni che sceglie l’altro al buffet cinese sotto casa, per dirne una).

Una volta soli, finalmente, dopo il racconto di tutte le vicissitudini faisbucchiane dell’ultimo anno, scatta il bacio. Che è anche la cosidetta prova del 9. I due si trovano di comune accordo ad usare sapientemente la lingua e da li scocca l’amore. O almeno, così crede la trota. In realtà, l’ominide, ha già capito tutto: lei non fa per lui. Motivo? Ha concesso la lingua troppo facilmente: “se lo fa con me la prima sera da soli, figuriamoci con gli altri conosciuti su facebook!”. Ma l’ominide, ovviamente, non ha nessuna intenzione di renderlo noto alla trota e la riaccompagna normalmente a casa. Mentre lei si sta infilando il pigiama di flanella e le babbucce, lui le scrive “conoscerti è stata la cosa più bella che potesse mai capitarmi… buonanotte principessa” e lei fa quei saltelli e versi da contorsionista che noi donne conosciamo bene. Indi replica con “anche per me… buonanotte mio principe”.

Il giorno dopo, per la trota, inizia l’apocalisse. Scatta infatti la fase “scomparsa” dell’ominide. Perché l’usanza di cui scrivevo all’inizio di questo infinito articolo (non ho il dono della sintassi, mi perdonino i lettori) è proprio quella di persistere fino alla fine che tutto è ok e poi invece di rassegnare le dimissioni a testa alta si decide di svanire nel nulla, senza alcuna spiegazione. Ecco che al mattino seguente la trota apre gli occhietti sorridendo e acchiappa il cellulare convinta, accende e… NIENTE. Nemmeno un sms. Ma come? E il buongiorno? Che cazzo di ore sono? Le  undici! Ma lui si sveglia sempre alle 9 e come mai? Che sarà mai successo? Ecco che la trota parte con l’ansia tipica delle donne e scrive un sms un po’ tristino, ma niente di che: “tesoro ma… successo qualcosa? Di solito mi scrivi un sms di buon giorno… spero tutto ok! Baci baci!”. E poi va a fare colazione. La sua domenica si preannuncia un delirio senza precedenti.

Ovviamente a questo sms la risposta arriverà solo a tarda sera, e durante la giornata la nostra amica trota non farà altro che telefonare alle amiche sfogandosi: “cioè ma leggi sto sms di ieri sera, ti pare normale? Cosa sarà mai successo?”. E via discorrendo. Durante una telefonata e l’altra la trota scriverà status su facebook enigmatici e deliranti, dove in teoria l’ominide dovrebbe accorgersi della sua sofferenza, ma niente. Quando arriveranno sms durante la giornata la trota salterà in aria per poi accorgersi che sono della compagnia telefonica che l’avverte di avere meno di 3 euro nella scheda. Ecco dunque che in serata arriva l’ominide con la frase del secolo: “tesoro scusa per oggi ma sono stato molto preso con mia nonna Adele e i miei cugini di Pantelleria… potrai mai perdonarmi?”. Ecco che la trota cancellerà tutti gli status e chiamerà tutte le amiche avvertendole della lieta novella. Lei ovviamente tempo zero risponderà ma… ancora nessuna risposta immediata.

Questo iter andrà avanti per circa una settimana dove alla fine la trota chiederà spiegazioni dell’allontanamento: “ok nonna Adele e i cugini di Pantelleria… ma a me pare che tu sia cambiato, se ci sono problemi non hai che da dirmelo, siamo grandi, so incassare se non ti va più di uscire con me…”. A questo sms la risposta giungerà immediata: “ma stai scherzando? No amore, non ho niente con te giuro.. è un periodo un po’ così, lavoro, famiglia, andrologo… tranquilla, passerà”. Ovviamente tutto questo è una cazzata colossale, nel mentre che la trota attende segnali dall’ominide, egli sarà a fare una fantastica partita a calcetto con gli amici, sarà in un irish pub a scolarsi litri di guinnes, sarà in discoteca al bancone del bar a chiedere a una ragazzina se sa mica l’ora.

Fino al punto in cui la trota perderà la pazienza e farà esattamente ciò che l’ominide sperava e che la spingeva a fare, lo molla. Il tutto ovviamente condito a uno status su facebook del genere “ogni volta prendo per mano qualcuno e lui immancabilmente mi prende per il culo”, seguito da un sms terminale “basta, non sono una stupida, non hai i coglioni di lasciarmi quindi lo farò io, tanto ormai ho capito che non te ne frega niente, sei stato falso, bugiardo e viscido! Vorrei non averti mai incontrato”. Lui attenderà il giorno dopo per rispondere “hai ragione, sono uno stronzo, non ti merito… ho la testa così bombardata dai casini generali che non ti ho dato ciò che meritavi, questo è il risultato… perderti è orrendo ma inevitabile, perché cazzo se hai ragione!”.

Qui l’ominide deve sperare, sempre, che la trota non sia una trota salmonata, altrimenti se lo prende nel culo che è un piacere. Ovvero deve scongiurare che non abbocchi di nuovo e scriva “io ti sono vicina se vuoi, e ora che ho capito cosa stai passando ritiro tutto, ti adoro!”.

Perché ominidi cari, voi non avete i coglioni e si sa, ma a volte le donne sono molto ma molto ma molto masochiste.

Attenzione!

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