Archivi del mese: luglio 2011

le donne vengono da Venere?


Tu non lo sai, ma le donne sono creature delicate, armoniose, dolci. Ah lo sapevi? Allora non sai quanto sanno essere scurrili, volgari, schifosamente animalesche, bastarde e prive di scrupoli. Beh, dato che ti sfuggiva, caro il mio uomo, sono qui a raccontartela. Anche la tua fidanzata fa di queste cose, sappilo.

Le donne e il ristorante/locale

Le donne in compagnia di altre donne sono ciò che di più deleterio si può vedere. Insieme, a branco, riescono a sfoggiare il miglior repertorio di finezza da camion. Ovvero, se si trovano in un ristorante (poniamo il latino americano) si strafocano e bevono sangria come luride. Appena un pò allegrotte (quindi per niente urbiache) fingono di avere la sbronza più colossale della storia indi prendono a vociare e ridere come scimpanzè malesiani. Poi salgono sui tavoli (se è vietato pure meglio) e iniziano a danzare in maniera insensata urlicchiando come papere castrate. Il più delle volte sono moleste ed imbarazzanti:

1. si sbrodolono sangria sulla maglia e lasciano cadere tocchi di frutta nel reggiseno
2. slinguazzano con l’amica per fare le alternative
3. ci provano col cameriere anche se è un cesso colossale, solo per dire “minchia che pezza, s’è innamorato e chi lo scolla?
4. fingono di cadere per meglio simulare la sbronza e fumano anche se non l’hanno mai fatto
5. vomitano

Le donne e i problemi per strada

Le donne, anche le più lustrate, quando sono per strada hanno un problema pressoché comune: le mutande nel culo. A parte quelle che usano il tanga o la brasiliana (per gli uomini, la brasiliana non è una signorina domenicana ma un tipo di mutandina) tutte le altre che sono per la mutanda di cotone, camminando la sentono inevitabilmente arrotolarsi tra le chiappe, procurando enorme fastidio. Cosa fare? Voi non ci crederete, ma le donne si ficchano la mano nei pantaloni e tac! Se la tolgono di mezzo! Nessuno se ne accorge, hanno la velocità di uno scippatore professionista. Ovviamente dopo vanno a lavorare e maneggiano tranquillamente documenti, cartelle e bicchierini di caffè che tu bevi.

Sempre per strada alla donna capita spesso una flatulenza inaspettata. Sentono lo stomaco borbottare e li per li pensano di avere fame (sono perennemente in dieta, quindi si nutrono con un pomodoro e due carote al giorno). Per cui, conscie di questo, rilassano i muscoli dello stomaco e si accorgono di dover petare. Con nonchalance si guardano attorno e preso atto della loro solitudine momentanea… mollano un peto mastodontico. Poi tu passi, mentre lei attende il verde al semaforo, pochi istanti dopo, e ti domandi che fogna hanno aperto lì vicino e lei ti guarderà assorto nei tuoi pensieri, e ti sorriderà.

La donna alla guida è pericolosa ma lo è ancora di più se imbottigliata nel traffico. La donna non sopporta le attese, indi comincia drasticamente a strombazzare col clacson in maniera violenta. Se la cosa capita d’estate, coi finestrini abbassati, e tu passi con la tua auto accanto a lei, potrai sentire molto probabilmente frasi di questo tipo:

ma puttana di merdaaaaaa ti muovi o no??? cazzo fai lì impalata? Daiiii pesta sto pedale coglionazza! Ma che cazzo guidi a fare? Ma stai a casa a fare la massaia, cretinaaa! Alle donne la patente dovrebbero negarlaaaaaaaa, succhiacazziiiiii

Le donne e i negozi

La donna solitamente quando entra in un negozio vuole spendere. Non esiste uscire da un negozio senza un sacchetto. Così si ritrova a passare 2 ore d’orologio a guardare scaffali, a maneggiare merce e a chiedersi: “a cosa potrebbe servirmi?“. Un tempo la donna faceva la lista delle cose da acquistare chiedendosi “cosa mi serve?“. Oggi no, oggi girovagano alla ricerca di qualcosa e pensano per ore a che cosa potrebbe venirle utile. Indi l’acquistano.

Quando la donna entra in un negozio di abbigliamento è la morte. Arrivano ai camerini con 150 capi sul braccio, omini che penzolano attaccati allo sfinimento a quegli abiti, grovigli di accessori e l’ansia dipinta sul volto. Una volta entrate, provano tutto e si specchiano e si rimirano e chiedono consiglio alla vicina di camerino (così, anche se non la conoscono), poi escono e si dirigono all’uscita con una fascia per capelli: “grazie, prendo questa“. Beh, le vostre donne, sappiatelo, all’interno del camerino lasciano perennemente un ammasso di abiti accartocciati distesi a terra e un biglietto dell’autubus usato, sopra.

La donna in cassa ha sempre fretta, anche nei week end. La sua frase tipica è sempre “vado di corsa” se per caso c’è gente in fila. Sbuffa, smorfia, si lamenta con quella dietro, chiede se c’è solo quella cassa aperta. Una volta arrivate al loro turno sorridono, come se niente fosse. La cassiera batte la merce, la donna paga e poi domanda “cosa c’è al piano superiore?” “altro abbigliamento, signora” “ah, posso andare su a fare un giro con il sacchetto?“. Per la serie aveva molta fretta. Le vostre fidanzate hanno solo una missione nella vita: rompere i coglioni.

All’interno di una profumeria c’è sempre una signora che ti ferma per una promozione. Le donne sono infime, non hanno un cazzo di voglia di darle retta. Almeno una volta vengono fermate e fingono di ascoltare, alla fine di tutto rispondono “no grazie, ma non uso di questi prodotti“. La signora della promozione, che fa il suo sporco lavoro tutti i giorni, la guarda sorridendo e tenta di replicare ma la donna finge di ricevere una telefonata. Mentre è al telefono e fa cenno con la mano ed il labiale che non può ascoltarla e fa per allontanarsi, le squilla davvero il cellulare. Che dire? Si commenta da sè.

Questi sono alcuni esempi. Le donne sono fonte inesauribile di sorprese, più di voi cari amici uomini, che invece siete prevedibili, molto spesso. Non fidatevi mai delle donne troppo altezzose, sono quelle che fanno le peggio cose. Ma che vogliamo farci?

Gli uomini vengono da Marte e le donne… da Ladispoli!

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a cosa cazzo stai pensando pure oggi?


Gli stati (o status) di facebook sono quello spazietto tutto nostro dove rispondere alla domanda “a cosa stai pensando?“. E a me viene spontaneo rispondere “che cazzo te ne frega?“. Ma facebook non è discreto, lo sappiamo. E su facebook non gira gente discreta. O meglio, su facebook tutti vogliono condividere i cazzi loro, costantemente, aggiornando di volta in volta lo stato d’animo, dove sono, con chi sono, cazzo fanno e cazzo pensano. Fa niente che alla fine non ce ne fotte una beneamata minchia, però noi mettiamo “mi piace“, perchè ci sta.


Il social network più famoso del mondo ci rende protagonisti e non aspettavamo altro che questo. Poter raccontare i nostri cazzi, ogni santo giorno. Dimenticarsi di compiere qualche azione per poi poterla raccontare, perchè tanto su facebook scrivere anche solo delle massime dimmerda ci rende fighi, e pù consensi ottengo, più amici tiro su, più figo sono.

Lasciando per un attimo da parte note, link, foto e via discorrendo, concentriamoci sullo status e le variazioni correnti delle cagate che scriviamo, le più ridondanti (grazie Jennifer per avermi reso noto dopo 35 anni che si scrive così, e perdonate oh miei seguaci, il madornale errore di averlo sempre scritto con la “n”), le più assurde, le più patetiche, le più noiose. Ma tutto sommato sono cagate che riscuotono successo.

1. lo status drammatico: sono quelle frasi ad effetto che vogliono attirare la folla di benefattori, quelli altruisti che vogliono solo il bene, anche se non sanno manco chi cazzo sei e se ti incontrano per strada e tu gli fai “oh ciao eh?” loro ti guardano imbarazzati e replicano “tu sei?“. Una frase standard, per capirci, può essere:

la mia vita non può fare tanto schifo, mi rialzerò e l’osserverò dall’alto, come in viaggio astrale, e potrò ricadere a terra, spaccarmi nuovamente il culo e rendermi conto, in via definitiva, che la mia vita fa più che schifo, fa cacare… svanisco

E qui una scia disumana di “mi piace”. E io dico “cazzo ti piace che questo si suicida, a’ stronzo!“. Ma poi realizzo, a seguito di commenti dell’autore (tipo “grazie di darmi questo coraggio raga! 😀), che tutto sommato vivrà a lungo, molto a lungo, nella sua logora vita dimmerda.

2. lo status d’impatto: sono le frasi che le leggi, ti impressioni, fai “sisi” con la testa. Poi però la rileggi e ti accorgi che non vuol dire un cazzo e allora rimani un pò male. Ma ahimè ci sono persone che non la rileggono mai una seconda volta e via di commenti come “te la rubooo” o “quanto hai ragione fratelloooo” oppure “stima“. Esempio di una frase tipica è:

il mondo mi guarderà e rimarrà sbigottito, perchè sono grande e niente e nessuno potrà mai scalfirmi, vivrò serenamente per non pentirmi mai di aver vissuto e morirò lentamente perchè la vita vorrà tenermi legato a sé, per sempre

Ecco che partono i commenti e i “mi piace” a raffica e se mai qualcuno che possiede un briciolo di acume, leggendola, si renderà conto che è il delirio di un quattordicenne pieno di ormoni in fermento e commenterà “ma che cazzo vuol dire?“, la schiera di filosofi lo schiaccierà sotto il peso della loro inumana cultura. Attenzione, quindi.

3. lo status positivista: sono quelle frasi, per lo più costruite, che intendono infondere coraggio e ottimismo agli stronzi che magari sono al lavoro a farsi un culo quadrato (ovvero stare su facebook tutto il cazzo giorno in ufficio) che vedono la loro esistenza un cumulo nauseante di giornate tutte uguali. Un esempio di frase può essere:

ti piegherai, ti ferirai, ti spaccherai le reni, ti verranno i calcoli ma ogni giorno sarà una battaglia vinta, le avversità saranno sempre sconfitte, grazie al tuo immenso cuore e la voglia immensa di amare

Così gli sfigati apriranno un sorriso, si sentiranno rassicurati e incentivati a vedere la vita con una prospettiva diversa. Quando saranno richiamati in ufficio dal capo che consegnerà loro la lettera di richiamo per l’uso improprio di internet sorrideranno e diranno “la vita è meravigliosa, questo problema non mi piegherà” e il loro capo li lincenzierà.

4. lo status cazzuto: è il più raro ma quello che ottiene diversi consensi, soprattutto dal popolo maschile (se a scriverlo è una donna). Ovvero sono le frasi molto dirette e secche sui fatti di vita quotidiana, senza troppi sfronzoli e orpelli, una serie graffiante di freddure, ciniche e distaccate. Poi se a scriverle è una povera sfigata con montatura di tartaruga e apparecchio ai denti, poco importa, tu non lo sai. Frase tipica:

non apprezzavo l’arte della fellatio, mi devo ricredere, ora ho porche, bilocale a Viareggio e Vuitton al braccio

Ovviamente la schiera di maschietti affamati (e boccaloni) li a piazzare un “mi piace” seguito dal commento “mitica!!! brava così si fa“. Ma così si fa che? Questa sta dicendo che s’è prostituita!!! Cosa non si fa per avere notorietà… si arriva a livelli da sobborgo. Almeno fosse vero.

5. lo status da cuore infranto: sono molto popolari e soprattutto mira del 90% dei lettori di facebook, che ovviamente ricercano il gossip e lo scoop come dannati. Se in home appare un aggiornamento di status come quello, sicuro che ottiene una media di 50 “mi piace” e 150 commenti. Perchè? Perchè godono nel vedere una coppia scoppiare e poter replicare con la loro massima di stograndecazzo. Frase standard:

eravamo in due, a condividere questo nostro momento, sono rimasta io, a guardare il tramonto, lo stesso che osservavamo insieme… perchè?

E qui ciao! Se non hai almeno un paio d’ore non ce la fai a leggere tutto il poema epico dei lettori e commentatori. Vedresti risposte come “ce la farai piccola, tu ce la farai” oppure “lo stesso tramonto lo guarderai con chi ti merita, ricordalo” o anche “tu e solo tu sei importante, il resto non conta“. A me verrebbe da commentare “e che ci fai su facebook? Vai a piangere sul letto e a guardare le replice di forum come tutte le persone normali“.

6. lo status da figa di legno: sono tutte quelle frasi (solitamente inviate tramite i-phone) che dicono e non dicono, che voglio far intendere e non intendono (né vogliono), che raccontano e non raccontano. E allora suscitano curiosità e quindi acclamazione. Una frase tipo potrebbe essere:

perchè noi siamo qui e voi siete lì, perchè noi vediamo un angolo di mondo che a voi non è dato di vedere

E tutti “cosaaaa? Doveeeee? Dicciiiiii“. Ovviamente non arriverà mai risposta perchè se mai dovessero rispondere in completa sincerità vi direbbero “al cesso, io e il mio gatto Enea, a guardare gli stronzi galleggiare sulla superficie cristallina dell’acqua“.

Ce ne sono molteplici di status interessanti ma… non voglio tediarvi ulteriormente, né togliervi la possibilità di scoprirne da soli e magari riportarmeli per rimpolpare questo post. Quindi se vi viene in mente qualcosa, ben disponibile a leggervi!

Quindi popolo: condividete i vostri pensieri su facebook che l’evoluzione della specie possa evolversi, sempre.

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