il facebook addicted


Cosa accadrebbe ad un facebook addicted se un giorno il server venisse bombardato dai terroristi? Ve lo dico io, impiccaggione sicura. O gas. O lametta. O volo dalla finestra. Di sicuro non resterebbe, inerme, a guardare il monitor che segnala “errore del server, non ricaricare, tanto è finita”. Paradossalmente sarebbe la miglior soluzione per esorcizzare l’individuo affetto da questo morbo pericolosissimo. Un morbo che, ahimè, ha colpito l’80% della popolazione mondiale (e ho sparato a caso, ma secondo me, occhio e croce, sono pure il 99% e l’1% che non va su facebook sono i clochard). Perchè una soluzione? Perchè il dolore sarebbe feroce, la gente camminerebbe lobotomizzata per strada, lavorerebbe (mentre prima cazzeggiava su facebook anche dal posto di lavoro), tornerebbe a casa stanca, atrocemente consunta ma, alla fine di tutto, rinascerebbe. Perchè troverebbe, prima o poi, un’alternativa. Tipo trombare o bere qualcosa con gli amici, andare al cinema etc etc etc.

Ma parliamo ora del facebook addicted e di ciò che vive costantemente ogni giorno, prendiamo l’esempio più eclatante, diciamo l’ammalato allo stadio terminale.

Il soggetto vive una vita apparentemente normale.

Alla mattina fa un’abbondante colazione composta da cereali, mousli, yogurt activia, fette biscottate con marmellata, caffè americano e un succo d’arancia. Tiene molto a partire con sprint per affrontare la sua giornata. Mentre si abbuffa come un cinghiale tiene tra le mani il suo i phone e con dita appiccicose di confettura fa scorrere le notifiche notturne di facebook, quelle che per colpa del sonno che l’ha catturato, non è riuscito a leggere e commentare. Indi, si lava i denti e si sciaqua il faccino sonnolento. Dopodichè si veste e prende la macchina per recarsi in ufficio.

Sul tragitto, tra un semaforo e l’altro, si diverte a leggere gli status della gente nella sua home e, ovviamente, commentarli. Poi d’un tratto inciampa nello status della sua ex (arredatrice di interni con cui stava da 10 anni che ha lasciato perchè lei non approvava il router nella nuova casa, facendo poco design) e legge “tu, che sei entrato nella mia vita ❤“. Rischia un frontale, sterza, fa dribling tra abeti, cripressi e sequoie infine frena in prossimità di un chiosco facendo fuggire 15 pover cristi che masticavano brioche alla nutella. Respirando profondamente, mentre la polizia bussa al finestrino, rilegge, rilegge e rilegge. Indi commenta: “hai lasciato morire la nostra storia, non hai lottato per tenerci in piedi e hai anche il coraggio di postare queste parole? Sei vergognosa… avevi detto che il router non faceva arredamento e ora lo hai fatto entrare, muori stronza!“.

Una volta presa la multa e consegnata la patente alle forze dell’ordine, il soggetto arriva in ufficio, in ritardo mostruoso e spiega l’accaduto al suo titolare, omettendo il fatto di facebook. Indi si mette al lavoro, o meglio, si siede alla scrivania e accende il pc. In attesa dell’accensione che dura la bellezza di 1,05 minuti, accede a facebook dall’ i phone per verificare se l’ex fidanzata ha risposto. In mancanza di ciò viene preso da un’attacco di tachicardia e prende 2 xanax. Una volta calmatosi accede a facebook dal pc, scostando con il gomito le 250 pratiche da svolgere per la giornata. Comincia a mandare messaggi privati a tutti gli amici in comune, tra lui e la ex, chiedendo se sanno che tipo di router quella baldracca traditrice ha collegato in casa.

Pausa pranzo, il nostro facebook addicted si reca con i colleghi alla pizzeria da gino, poco distante, per rifoccilarsi dalla faticosa mattinata lavorativa. Nel mentre si trova a mangiare e scherzare sulle dimensioni del culo della cameriera, gli arriva un sms da parte di un amico facebookkiano, che lo avverte di non vedere più il suo profilo. Il soggetto, visibilmente allarmato si alza e annuncia a tutti di sentirsi poco bene e di rinunciare, quindi, a finire il suo pasto. Correndo come un matto si reca al primo angolo nascosto della strada e chiama il suo amico. Egli non risponde (essendo al lavoro) e il nostro soggetto ha un attacco di panico. Una signora di mezza età, passando, chiede se ha bisogno di aiuto e lui agitato risponde “no, lei non può aiutarmi, nessuno può aiutarmi!”.

Tornato in ufficio, accede nuovamente a facebook scoprendo che il profilo è temporaneamente in manutenzione. Beve un pò d’acqua, rasserenato e procede con la prima pratica di lavoro. Ma dopo i primi 5 minuti riprova ad accedere, niente, ancora manutenzione. Continua la sua pratica avvertendo poca salivazione e continuando a bere. Dopo altrettanti 5 minuti di apparente lavoro, torna a controllare la situazione e all’ennesimo rifiuto di facebook egli scaraventa tutto ciò che ha sulla scrivania, compreso il pc, a terra. Dopo circa mezzora tutto torna alla normalità, facebook permette all’amico di rientrare nel suo account. Rimettendo la pratica a lato entra nel profilo di Pinco Pallo e ha un’amara sopresa: è stato eliminato dagli amici. Prova a mandare un messaggio privato a Pinco ma gli è stata bloccata la possibilità quindi si reca a casa, chiedendo al titolare il permesso in quanto si sente malissimo dalla pausa pranzo. Tornato a casa si taglia i coglioni, li condisce e se li mangia.

Consuma il  pasto frugale per cena, rigorosamente davanti al pc. Un pò annoiato osserva i link su facebook, gli affari degli altri, piange per Pinco Pallo mentre butta un pò di sale sul coglione destro, infama ancora la sua ex, scrive status disperati su come sia stanco di farsi il culo tutto il giorno e non avere gratificazioni, posta la sua ultima foto fatta in bagno (dell’ufficio) con l’i phone e improvvisamente qualcosa non va. I comandi rallentano e la pagina non carica, clicca aggiorna e tutto appare bianco. Preso dal panico chiama amici e parenti chiedendo “a te facebook va?” “si va…” “ma sei loggato?” “si” “esci e riloggati e vedi se va” “ok” “allora?” “va” “cazzoooooooooooooooo“.

La notte non prende sonno, ogni 10 minuti ritenta a loggarsi, niente, carica e da pagina bianca. Piange sommessamente e pensa a cosa potrebbe fare in mancanza del suo social network preferito ma non gli viene in mente nulla. Poi dopo 4 sonniferi crolla. Alla mattina appena sveglio il suo primo pensiero gli da il tachicardio. Accende il pc, riprova e… un avviso gli comunica che il suo account è stato disabilitato. Agghiacciato cerca di capire perchè e si ricorda che la ex ha la password. Sviene. Si riprende e cerca di pensare positivo: posso sempre rifarmi un account. Ma… tutti gli amici persi, gli status, i ricordi, i punteggi a farmville. Come può superarlo?

Operiamoci per salvare dal morbo i facebook addicted. La ricerca ci aiuta. Insieme si può.

Se tu hai di queste deviazioni: prendi subito in mano la situazione. Chili di gelato, un centinaio di dvd e niente pc per un mese.

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32 commenti

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32 risposte a “il facebook addicted

  1. No no ma che dici???? Io vado al cinema esco con gli amici, vado a fare gite fuori porta e amo la vita all’aria aperta…. perchè tanto ho l’iphone sempre dietro che mi segnala con un sms tutte le notificheee ghhghgh… sì, sono una fb addicteddd aiuuuutttt :-O

  2. Siryl

    Ti sei superata stavolta!!! Bello abbestia! E’ amica mia! ( si galvanizza) e non solo su facebook! (troppo facile!)

  3. La cosa triste è che è tutto vero -.-“

  4. Silvia

    dove si comprano le pastiglie??????
    Sono grave se lo uso praticamente sempre e SOLO dal lavoro??
    Ops.. spero che il mio capo non sia tra i tuo fans! 😀

  5. lunetta231

    ce ne sono di malati eh..un motivo in più per essere contenta di non avere facebook!

  6. Molto toccante l’immagine in cui si taglia le palle e se le mangia! 🙂

  7. Ho sempre resistito alle insistenze degli amici che vorrebbero iscrivere anche me; adesso ho la certezza che non mi fregheranno mai!

  8. Siryl

    Ok, mi sono svegliata da 30 min…ho fatto tutte le mie cosine e sono entrata prima qua…direi che a questo stadio, non ci sono. Salva! *_*

  9. Mauro

    applausi a scena aperta…..

    ^_^

  10. come sempre sei meravigliosa, strepitoso il tuo blog! ma con questo articolo ti sei superata 😉
    in ogni caso l’importante staccare da tutto ciò, da fb, da internet, cellulare, io lo faccio di sovente, soprattutto nei weekend, mi reco nella mia casetta al mare (ove non ho connessione!!!) per dedicarmi al mio amore, ad una sana lettura, ad una cucina prelibata, adoro cucinare, per fare lunghe passeggiate al mare, per fare sport ecc, provate per credere, certo ritornerete più brillanti la domenica sera, ed affronterete il lunedi con più nostalgia ed energia, fb può aspettare ogni tanto o no?!
    Meditate gente, meditate!!!

  11. Splendido articolo. Ti ho trovata per puro caso e devo dire che il tuo stile è davvero divertente! Complimenti! : )

  12. La parte sui coglioni tagliati mi ha fatto cadere dalla sedia per le risate 😄 Porcaputtana, la scena è raccapricciante.

  13. Min

    Io penso che non sia importante quanto tempo si è connessi al giorno oppure come si usa il social-network o il web, penso che invece sia fondamentale far rimanere il cervello sulla testa e non mandarlo a finire dentro la CPU del pc, perchè a quel punto si rimane lobotomizzati e poi l’unica cosa da fare rimane veramente tagliarsi le ●●!!!

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