Archivi del giorno: maggio 14, 2011

il moralista e l’indecenza del trash


I moralisti. Quelli del “non lo farei mai e poi mai“. Oh quella è una bella specie! Ci piace un sacco. Di tutti coloro che osannano che mai scenderebbero a compromessi nella vita credo all’un per cento. Se così fosse, tra l’altro, manco sentirebbero l’esigenza di dirlo. Un’alzata di spalle e via.

Ma entriamo nel fulcro della questione prendendo come esempio il più rindondante. Il successo facile e i soldi altrettanto facili. Questi nostri amici tronisti, questi concorrenti da reality, questi opinionisti presi a casaccio. Ecco loro riempiono il nostro schermo domestico, ogni giorno, ovunque. Se c’è da fare un’intervista viene fatta ad uno di loro. Addirittura ci portano le ecografie se prolificano. Alcuni di loro da belli e dannati si sono trasformati in intellettuali con tanto di occhialino alla Woody Allen (e fanno anche un pò ridere come lui). Se si mollano, se si tradiscono, se cagano in un’aiuola… eccoli sulla seduta della D’Urso. E tutti lì a guardare. E tra i molti ci sono anche loro, i moralisti. Magari schifati ma sicuramente un numero in più per l’auditel. E sono proprio loro che, se ti confidi che ti piace sollazzarti su certi programmi, tuonano:

Senza scendere nei particolari su cosa penso di chi insulta tali trasmissioni (uomini e donne, amici, grande fratello, pomeriggio cinque, domenica cinque) perchè diventerei più che cinica, diventerei volgare, vorrei accostarmi alla risposta più gettonata alla domanda “ma tu accetteresti di fare ciò che fanno loro?“. Bene, i moralisti rispondono “assolutamente no, piuttosto vivo sotto i ponti“. Ora… analizziamo bene la cosa. Posso essere d’accordo che questi personaggi prendono un mucchio di soldi più di noi onesti lavoratori che si maciullano i coglioni nelle fabbriche (la maggior parte dei moralisti lavorano spesso in ufficio e digitano una tastiera, ma tralasciamo) ma non sono pienamente convinta che davvero non garberebbero loro 2.000 euro per ballare su un palco in discoteca un paio d’ore o 5.000 per fare una comparsata in un talk show. Mi sento dire “per avere quei soldi dovrei essere pari a quelle persone di merda, mai!“. E anche qui un pò stento a crederci, perchè? Ma perchè io mi domando e dico: a chi cazzo non farebbero comodo i soldi senza dover faticare più di tanto? Ma soprattutto penso che la personalità e l’acume di un individuo è intoccabile. Se tu sei una persona a modo, intelligente e con passioni ed interessi prolifici, che cazzo può farti apparire in tv come un personaggio inutile, quello che no ha fatto nulla per essere lì? Sta a te dimostrare chi sei, ma soprattutto sta a te investire i soldi in maniera asennata.

Io, per esempio, lo farei. Perchè fare l’ipocrita? Non sono di certo un’attrice, non ho doti canore, non so ballare e non sono tipa da tv o da spettacolo ma… qualcosa so fare. Non mi posso “vendere” per poter poi sviluppare i miei interessi e farne un’attività senza ledere la mia morale? Posso essere una meteora che sfuma e tutti dimenticano. Non per forza si ha fame di popolarità se si scende a tale compromesso. E’ tutto molto individuale. Possiamo forse condannare chi ha sfruttato la dialettica (e soltanto quella) per vivere di rendita? E qui non parlo di donne che si sono “prostituite” (ma pure qua ci sarebbe da scrivere per ore, soprassiedo, non amo parlare di politica) ma di signorine che si sono sedute su una poltrona per anni e ora abitano in centro a Milano senza lavorare. Io non ho mai insultato questo gruppo di personaggi. Mi sono limitata a dire “ma chi sono?“. Nessuno, probabilmente. Ma la notorietà televisiva c’è e nessuno può discuterne. Se li incontri per strada li riconosci. Fa niente che cosa hanno fatto, fa niente che non hanno né arte né parte. Se ne sono fottuti e vivono la bella vita. Con i loro problemi, ovvio, come tutti, ma sicuramente agiati rispetto a chi non è come loro. Biasimiamoli!

Il moralismo è una brutta bestia. Ti spinge a detestare queste persone, un sentimento inutile e logorante. Spinge le persone a blaterare e commentare acidamente chi guarda tali programmi. Senza domandarsi “come” li guardiamo. Io sono una di quelle che si spara le repliche di “uomini e donne” ogni sera e tiro l’una ma non è che il giorno dopo mi gratto la vagina. Lo spirito con cui si guarda un programma è il fulcro della nostra intelligenza. E’ saperlo comprendere e dargli il giusto peso. Così come alle persone che lo popolano. Smettiamola di fare quelli con i genitali d’avorio! Piantiamola di dire “mi rifiuto di guardare la tv trash“, perchè questo non fa di voi dei soggetti migliori. Se riesci a guardare certe cose con l’occhio giusto resti te stesso. Rifiutare qualcosa è averne paura. E’ sentire che potresti essere etichettato come una persona poco intelligente. Ne ho sentiti migliaia ripetere la stessa cosa: “ma guardi il gf? ma ti prego!“. Io mi reputo una donna non intelligente, di più! Non sarà certo un programma a classificarmi, né mi vergogno a dire che una vita così agiata la piglierei al volo, anche a costo di sapere che fuori si domandano la stessa cosa di me “ma chi cazzo sarà mai sta deficiente?“. Ciò che sono io lo so io e chi mi sta intorno. E credo sia il pensiero fisso di tutti questi personaggi del momento.

Ho preso come esempio la televisione ma il moralista impera ovunque, sul lavoro, su internet, per le strade, nei bar. Il moralista se attacca col suo pippozzo ti sfrantuma i maroni, stare alla larga è il consiglio che do. La maggior parte di loro sa fare solo questo, dimenticando di dedicarsi alla propria vita ma schiacciandola senza pietà sotto il macigno della loro rettitudine. Ma andate a cagare! Oh però… senza rancore eh? Sennò rimango male.

p.s. e comunque a me Tina MI piace

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