Archivi del giorno: maggio 9, 2011

la sindrome da Wonder Woman


Esistono donne, ed il numero cresce, che si convincono di essere delle grandi donne. Il problema è che codeste signorine sono, ovviamente, solo convinte. La realtà dei fatti è ben altra. Quando la sera rientrano a casa e si tolgono il costume da Wonder Woman, tornano ad essere le solite sfigate. Appendono il cinturone all’attaccapanni e restano tutta la sera a guardare documentari sull’accoppiamento degli gnu con un sacchetto di patatine dietetiche, chiedendosi cos’altro inventarsi, il giorno dopo, per restare sempre sulla cresta dell’onda. In gergo comune questa si chiama “megalomania“. Ovvero ciò che qualcuno credere di essere, ciò che crea, inventa, manipola, per far credere agli altri e a sé stessa, di essere il top. Si inventa una carriera, si inventa una vita, si inventa una realtà che esula dal vero. A volte, questo tipo di donne, sono proprio cieche. Vedono ciò che vogliono vedere. La maggior parte delle volte il loro specchio proietta l’immagine di una donna bella, carismatica, intraprendente, famosa, talentuosa, vincente. Ma ricordate qual’era la donna più famosa che si appellava dicendo “specchio specchio delle mie brame…“. Ecco la risposta.

Come si riconoscono le donne afflitte dalla sindrome da Wonder Woman? Semplice. Innanzitutto come si vestono. Solitamente fuori moda, credendo di essere controcorrente, alternative e di poter stare bene sempre e comunque, anche con un sacco di iuta, all’occorrenza. (peccato risultino essere inguardabili e assolutamente trash). Mangiano poco e niente, ovviamente la linea è importante, e parlano costantemente con la bilancia, ringraziandola tutte le mattine, di essere così solidale. (peccato che il peso sia proporzionale al volume del cervello). Frequentano solo ed esclusivamente persone che le considerano divine (per lo più sfigati come loro) e che le riempiono costantemente di complimenti (peccato non si accorgano che la S sul petto sta per “sfortunella). Si inventano, decidono di credere che il loro presente sia impeccabilmente perfetto e che tutto il resto sia merda. Che le persone discostanti il loro “percorso” di vita, siano dei poveretti che non avranno mai un futuro (peccato deluderle… la vita di tutti gli altri è senz’altro meno sfavillante ma sicuramente reale). Lo sfavillìo, però, sia chiaro, è completamente una proiezione della loro mente da Wonder Woman.

Non esiste nessun presente fulgente, non esiste nessun futuro eclatante. Tutto ciò che crea, la WonderWomanista, è conseguente al suo alto grado di megalomania. Crede con assoluta certezza di essere il top. Lei è, per fare esempi stupidi: quella che si stampa la t-shirt col proprio nome (o peggio se lo tatua sopra il culo), quella che dispensa consigli a tutti con fare saccente ed è, ahimè, lampante la marea di cagate che sta sparando (considerato la sua vita che è totalmente differente dal film che la sua mente proietta), quella che è sopra tutto e tutti e che non esita a fartelo sapere, con subdoli giri di parole ed è quella che si presenta come una persona buona, altruista, generosa e che l’unica cosa che in realtà può darti è il suo curriculum vitae. Ma soprattutto, l’aspetto più importante che la WonderWomanista possiede è la doppia faccia. Tutto ciò che dice a te e che pensa di te sarà sempre illustrato come positivo e piacevole, ma come giri le spalle non esiterà a gettare merda su ciò che fai e sei con l’intento unico di dare valore e credibilità a ciò che lei sostiene di sé stessa.

Importante sapere che la maggior parte di queste donne è pressochè sola, contornata da illusioni e realtà distorte. Darà peso e valore esagerato a persone e cose che riesce a tenere ancorate alla propria esistenza. Tutte le altre dotate di acume che la eviteranno come la peste, automaticamente saranno etichettate come pessime e negative. Ben venga. Questa realtà aiuta a capire molte cose di sé stessi. Comparati a questi soggetti tutti noi possiamo solo che consolarci. Vite mediocri, magari, stenti e privazioni, l’umile contentezza di ciò che si è, ma sicuramente la visuale nitida e reale di ciò che siamo, che possiamo diventare e che abbiamo. Nel limbo della convinzione si vive un mondo inventato. Quando le WonderWomaniste si risveglieranno avranno una brutta, amara sorpresa. Quale? Che possono creare intorno a sè tutto ciò che credono dia loro valore, autoconvincersi di essere mitiche e fortunate, vedere il mondo nell’angolazione più occultata, dove ogni cosa tangibile e non a loro favore non si nota, ma prima o poi lo specchio smetterà di rispondere a comandi preimpostati. Si sa come va la tecnologia!

Bella batosta, tesori miei.

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