i lottatori da materasso


Mentre mi sorseggio un caffè americano osservano dalla finestra i muratori sul ponteggio di casa mia che camminano attaccati ad un guinzaglio da cane un pò più grosso, mi è venuto in mente un fatto molto importante, fondamentale direi. Ovvero “cosa si fa dopo aver ciulato“. Insomma, la mia mente elucubra sempre aneddoti degni di nota, ogni volta che bevo il caffè americano guardando fuori dalla finestra i muratori magrebini che camminano con il filo che si allunga per non cadere e l’imbragatura.

Non è da tenere in disparte il durante, del rapporto intendo. Perchè in base a come fai l’amore, ti comporti nella fase successiva. E’ come un iter, un indole, un comecazzotepare. Ma in base a come scopi ti dirò chi sei (ed eventualmente non ti scopo più).

Parliamo di uomini, delle donne ho poca esperienza, mi farò dire da chi ne sa di più.

1. l’orsacchiotto: colui che mentre ti accompagna al letto (perchè lo fa solo lì) ti sussurra all’orecchio paroline dolci, poco accattivanti, frasi d’amore, ti ci soffia dentro che vorresti tirargli un calcio nei testicoli con una tale potenza da spappolarli e darli al cane al posto della carne trita. E poi quello che ti accarezza per due ore che sei lì che pensi “ma la settimana enigmistica no?“, quello insomma che vorresti si desse una mossa che magari ti sorprende. E di fatti… quando lo vedi nudo ti senti quasi consolata dal fatto che per un secolo hai subito i suoi pallosi preliminari. Ma poi… anche durante l’amplesso, dolci e piccoli colpetti da panda sterile. Che vorresti piangere e lo fai, un pianto sommesso. Lui ti guarda, si ferma (ecco, appunto) e ti prende il volto tra le mani mormorando “amore, non ti preoccupare, non sarà una botta e via.. io ti amo“.

E dopo, ti cinge tra le sue possenti braccia (ascella rigorosamente pelosa) e ti tiene stretta a sé tutta la notte. E tu ovviamente non dormi nemmeno un minuto. Temi di infartarti al mattino quando lo ritrovi lì e te ne eri completamente dimenticata. Ecco, l’orsacchiotto direi:

2. lo sborone: che non è colui che sbora molto (volutamente con una sola R o mi censurano) ma quello che ti fa il brillante tutta la sera con i suoi discorsi da megalomane, ti racconta di quante donne s’è trombato ma soprattutto quante auto ha cavalcato (porche, mercedes, maserati, chrysler). Insomma quello che ti offre da bere (tanto ovviamente, da metterti nelle condizioni di non capire quanto poco “interessante” è il soggetto) e poi ti porta a casa sua. Mega appartamento, letto da gran premio e sbaaam! Ti sbatte sopra (lenzuola rigorosamente leopardate) e ti comincia a tastare una tetta, ma così forte che un macellaio stressato ti fa meno male. Dopo il tasta-tetta passa all’attacco e mentre ti dice un sacco di porcate del tipo “ora ti trapano per bene, vedrai come urli” tira fuori l’arnese e tu vorresti ridere ma sei troppo educata così fingi con te stessa che sia la sbornia che ti annebbia la vista. Ed ecco che parte l’amplesso. Finito. Finito!?!? Ebbene si. Due colpetti da iguana allupato e via. Guardi il suo fiore avvizzito e domandi “tutto bene?” e lui “non mi è  mai capitato“.

E dopo, passa tutta la notte a ripetere tipo mantra “è colpa tua, sei poco seducente, dovevi bere di meno… non perdo mai un colpo baby, fidati, non funziona con te”. Ecco, lo sborone direi:

3. Il muto: colui che spiaccica due parole all’ora, che in mezzo agli amici spicca di meno ma è il più misterioso, carino. Quello che ti lancia le occhiatine di sottecchi e tu ti senti attizzata come un ceppo di legno nel camino di montagna ma anche come un turacciolo nel camino elettrico. E dopo questo magico gioco di complicità silenziosa ti avvicini e cominci a parlare (solo tu). Lui è quello che adora ascoltare ed è come se la tua voce lo sommergesse di nuove emozioni, così finalmente parla e ti dice “scopiamo?“. Compreso che non ce la fa più a sentirti parlare ti chiede di portarlo a casa tua (casa sua non si può, non è passata la filippina la mattina e c’è casino), così mentre entrate in casa lui già ti spoglia in salotto. Tu ti senti arrapata come una scimmia portoricana e emetti suoni striduli del gatto in calore. E poi vi trovate sul tappeto (quello accanto al letto, di persiani o pelle di mucca non ne possiedi). E via di trombata spettacolo! E’ proprio vero, quando stanno zitti riservano sempre queste performance da ululato.

E dopo, quando tu ancora respiri affannata e pensi di aver trovato l’uomo della tua vita, quello che non parla, che ti ascolta, che se lo porti a fare shopping non ti scassa il cazzo ma anzi, ti fa cenno con la testa per ogni capo (gli piace tutto) e ti porta anche i sacchetti e tromba come un martello pneumatico, ecco, mentre tu pensi a tutto questo senti un rumore molto fastidioso dal tuo lato, ti giri e lui DORME, russando come un trattore. Ecco, il muto direi:

4. il vicino di casa: quello che vedi tutti i giorni, che prende l’ascensore con te, quello sposato con la carrozzeria a due passi che ti tagli i pneumatici ogni settimana pur di andare da lui, quello che ti sorride sempre e nei denti ti ci specchi. Lui è il vicino con il quale ti scambi due parole davanti la casella della posta, quello che chiami quando ti si rompe una tubatura ma ti risponde “riparo solo auto“, quello che ti sogni la notte e che ti ricorda immancabilmente bobo del “bello delle donne” (non guardatelo mai, solo lo spot rompe i coglioni da morire). Ed è lui quello che dopo anni di tampinamento ti viene a chiedere lo zucchero e tu apri la porta col baby doll da zoccola e manco due minuti dopo vi rotolate sul parquet (sconsigliato, il giorno dopo hai le chiappe a pezzi). Discreto amante, ma non al pari delle aspettative. Meccanico e tecnico ma soprattutto con l’urletto da castrato ad ogni colpo. Beh… l’occhio sgranato vi verrà naturale ma poi torna tutto a posto. E nel mentre state per venire (finalmente) lui con un sorriso vi chiederà “me lo metteresti il mignolino nel…“.

E dopo, nemmeno finirà la frase che il vostro letto sarà vuoto. Ecco, il vicino di casa direi:

5. lo sconosciuto: colui che tutte la mattine beccate al parco a correre, nella stessa fascia oraria (in realtà non è casuale) e nello stesso lato, accanto al ruscelletto. Quello che ogni volta che vi incorciate ti sorride e saluta, quello che a volte è col labrador, quello che spesso incontrate anche dal panettiere. Insomma, quello che con la tuta adidas fa la sua porca figura e che beve dalla bottiglietta dell’acqua in modo sexy che non lo potete manco raccontare. Ma è anche quello che oltre non va mai, anche quando tirate come il pennuto antagonista di Willy Coyote per raggiungerlo e vi fa al max un cenno di saluto e poi guarda le papere nel ruscello. Ecco lui è quello che pensate “non me lo scoperò mai“. E un giorno arriva l’estate e lo ritrovate al solito posto, con lo short bianco che corre e vi accorgete che ha un pisellino invisibile e allora vi consolate e dite” ma menomale che non me lo scoperò mai“. Eppure… qualcosa accade. Una sera nello stesso locale vi incontrate, un cenno di saluto (ancora) e una bevuta pazzesca. Alla fine abbandonate gli amici e vi trovate al parco, di notte, sotto una fronda e via di Alligalli! Che ce l’avrà pure mediamente piccolo ma che arte!

E dopo, beh dopo mentre siete stremati e la brezza estiva muove le foglie del salice e vi sentite ebbri e volteggianti, lui prenderà una sigaretta, l’accenderà e ve la porgerà. Il gesto più punito dalle donne del pianeta per voi sarà la scintilla per capire che… Ecco, lo sconosciuto direi:

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14 commenti

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14 risposte a “i lottatori da materasso

  1. Quilbodromo

    Ma uno normale non esiste? non dico che raccolga tutti i pregi delle varie categorie, ma almeno buona parte, con anche qualche difetto qua e là?
    (commento qui 🙂 )

  2. eccomi.. posso essere il tuo sconosciuto?

  3. Eleonor

    devo dire che riconosco alcuni esemplari descritti nel tuo post (;
    apparte l ultimo che non ho ancora avuto il piacere di incontrare .-.

  4. myriana

    ahahah!grande Eva..!
    la sigaretta,ma soprattutto il mignolino sono il massimo!ahahah

  5. Mouse

    Allora direi che l’ideale sarebbe:
    – ti intriga come il muto
    – ti tiene stretta a sé come l’orsacchiotto
    – ti stupisce come lo sconosciuto
    – ti ossessiona mentalmente come il vicino di casa
    – lo sborone è l’unico che non so dove collocare! apprezzabile solo per il tentato corteggiamento raffinato!
    L’uomo perfetto non esiste… Bisogna sperare che abbia più qualità che difetti! O no?
    Carinissimo questo post 🙂

  6. PepperMignonette

    AHAHAHAHAHAHAH AL MIGNOLINO SONO MORTAA UAHAHAHA Grande Mizzz!

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