Archivi del giorno: gennaio 18, 2011

la scimmia pitù


Vogliamo parlare di lei, della scimmia pitù, incarnata da un personaggio più o meno noto nella televisione degli ultimi 3 mesi. Senza menzionare programmi televisivi che sicuramente verrei giudicata (sbagliando), voglio descrivere il prototipo nel migliore dei modi. Ho seguito, appunto, le gesta di questa specie e debbo confermare la mia scarsa voglia di far parte del genere umano femminile. In primis perchè lasciano sempre gli assorbenti aperti nei cessi pubblici. Fanno schifo. Ma entro nello specifico di un caso: quando vengono mollate.

E’ difficile trovare uomini, al giorno d’oggi, capaci di avere questo coraggio, quello di dire “basta“, è finita, non funziona ma soprattutto quello che tutti gli uomini pensano ma non hanno mai le palle per dire.

ti voglio scopare ogni cazzo di giorno, mi arrapi con gli shorts, sei il mio primo pensiero quando mi si alza la bandiera al mattino, voglio stare con te… ma non ti amo“.

La sincerità e l’onesta di questi soggetti è molto rara, ma di fronte a questo la scimmia pitù ha una reazione a dir poco tragica. Non che le donne non perdano dignità ogni volta che fiutano lo scarico. Appena sentono odore di abbandono partono in diversi modi:

1. piange a singhiozzi e se le chiedi “cos’hai?” risponde “niente, ho le mie cose
2. continua a chiedere “ma tu mi ami?
3. ogni parola che l’uomo pronuncia lei risponde “si certo…” con voce sommessa
4. guarda tutti i programmi della tv bigiando anche il lavoro, seduta su un divano logoro, mangiando patatine
5. ogni cosa l’uomo dica o faccia lei sentenzia “se c’è qualcosa che non va basta dirlo sai? Sono abbastanza grande da incassare

6. e se lui risponde “si, qualcosa non va…” lei sbraita “ma com’è possibileeee? hai recitato finora! Mi hai presa in giro illudendomi di amarmiiii” (ma non aveva capito che qualcosa non andava?)

Ne avrei una lunga lista ancora ma siamo troppe e di conseguenza a chi si ritrova potrei stare sul cazzo, sia mai. Quindi arriviamo alla scimmia pitù che è il prototipo di donna che appena conosce un uomo e si limona lo chiama “il mio fidanzato“. Che passa un mese insieme a sbaciucchiarsi stile ventosa. Che quando parla di lui lo fa come se vivessero insieme da 10 anni. Che potrebbe mettersi la pantofola e chiudere il sipario. La scimmia pitù però pare cieca di fronte alla realtà, che lo scimmione pitù non esiste. Di conseguenza appena il partner trova una migliore se la squaglia con il peggio delle scuse “so che non ti darei serenità, non siamo fatti per stare insieme, troppe diversità“. Ecco che la scimmia pitù rimane incredula e comincia a piangere tutte le sue lacrime tuonando “tu per un mese mi hai presa per il culooooo“.

Da lì parte una serie di eventi altamente imbarazzanti, dove si evince chiaramente quanta poca maturità ma soprattutto quanta poca dignità possiede la pitù. L’ex fidanzato (come continuerà a chiamarlo lei) si fa un’altra. Di fronte alle gesta sconsiderate dell’uomo (ora single) lei aizza il branco di femmine solidali che lo accuseranno di stillicidio nei confronti della ex fidanzata. E piangerà, di nuovo, ininterrottamente, accostando alle lacrime frasi del tipo:

ma come ho fatto a stare con quelloooo?
non merita niente, fa schifo, non merita nemmeno una delle mie lacrime” (però piange)
che stia con quella, sono fatti l’uno per l’altra
come lo odioooooo
sono io la cretina, soltanto io, ad innamorarmi di una merda cosììì!

Il giorno dopo la pitù sentenzierà di averne piene le palle di piangere per un coglione del genere, di conseguenza il suo nuovo capitolo ha inizio. Tempo 12 ore e tutto tornerà come prima, se l’ex fidanzato si appresta a dirle anche solo “ciao“, partirà una serie di scene tragicomiche con il branco di amiche al seguito, ovviamente.

ma che? ha anche il coraggio di salutarmi???
ma dove ha la dignità quel verme?” (lui?)
ma come osaaaaaaaaaaa?
ma stesse con lei!
mi saluta perchè forse spera di tornare con me, troppo facile

E di nuovo pianti, discussioni. Ogni giorno non si parla d’altro che dell’ex fidanzato e l’attuale fiamma, ovviamente nominata “la mignotta“. Poi però l’ex fidanzato decide di scaricare anche l’amante, resosi conto di non apprezzarla poi così tanto e la lascia nello stesso modo “il tuo atteggiamento non si confà col mio modo di vivere“. La scimmia pitù quindi fiuta il riavvicinamento ma ovviamente terrà un atteggiamento duro, schivo, da figa di legno per capirci, sentendosi potente come non mai. Ma gli ormoni dell’ex lo condurranno a lei fino a quando non ne incontrerà un’altra, e allora la verità deve uscire fuori. Ed ecco che la pitù ha modo di ascoltare la realtà dei fatti:

non ti amo, non ti amo, non ti amo… mi piaci molto, ma non ti amo“.

Ahia! Di fronte a questo e all’arrivo della niu entri, tutto va a puttane. Ecco che la pitù riparte in un fiume di lacrime, propositi di ferro, condanne di morte a lui e alla sua nuova fiamma, coalizione simil-terrorista nei confronti della conduzione di vita del pover uomo. La scimmia pitù è fragile ma determinata. Non permetterà a lui né a sé stessa di continuare a vivere.

Piangere è umano, siffrire idem. Illudersi di un amore è umano, deludersi di fronte ad esso idem. Credere in un rapporto è umano, arrabbiarsi quando si viene mollati idem.

Ma c’è un limite a tutto.
La scimmia pitù non ha limite.

E tu?
Di che specie sei?

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