chi non scopa a capodanno


Quanti luoghi comuni. Quante stronzate. Il nuovo anno altro non è che l’inizio di un’altra dozzina di mesi sfigati. E quando, dopo una sana scopata a mezzanotte, pensi di essere a metà dell’opera, ti sei sbagliato. Come il Natale anche questo passaggio segna soltanto un passo in più che non equivale ad un passo in avanti, miei cari. Cos’ho trovato io, nel 2011? Un bel pò di stimoli intestinali, quello si. Perchè al mio risveglio, il primo Gennaio, ero tale e quale al giorno prima. Con qualche etto di troppo nello stomaco. Questa verità, così fredda e meschina, è rivolta ad ognuno di voi. Ci ritroviamo tutti, ogni santo 31 Dicembre, ad attendere la mezzanotte. A fare l’odiosissimo conto alla rovescia. Per poi urlare “buon anno” e baciarci tra di noi. Speranzosi o semplicemente abitudinari? Quanto ci crediamo? Meno di zero. L’unico regalo che ci faranno quei baci, forse, sarà un herpes.

Che cosa fa, l’italiano medio, a capodanno? Dove inscena l’abominio sopra descritto? Ci sono varie probabilità, la più numerosa è il locale. Il cenone seguito da danze improponibili, quali salsa, merengue e famiglia. Una cena a base di avanzi del giorno prima che i ristoranti ripropongono sempre, un pò come il nostro anno… un cazzo di riciclo! E poi si da il via alle oscenità. Sculettamenti, sbronze colossali, abbracci languidi e chi più ne ha più ne metta. Ma sempre meglio della discoteca. Perchè per quanto concerne i “giovani” (ci si trova di tutto) il capodanno tipo si svolge in discoteche trite e ritrite. Solitamente i festaioli che passano l’ultimo dell’anno in tali posti sono gli abitudinari, ovvero coloro che ci vanno già durante l’anno, tutti i cazzo di sabato sera (natale e pasqua compresi). Tutti in attesa della mezzanotte bevono, bevono e bevono. Al dunque, quando il diggei smette di fare rumore e fa il countdown, tutti sono già pigiati sulla pista in fremente attesa. E taaaaaac partono i tunz tunz e si ricomincia a ballare Lady Gaga mimando un’estasiante felicità. Tradizione italiana. Che dire poi dei soggiorni in montagna, tra fidanzati e amici? O i cenoni in casa a cucinare allegramente zampone e lenticchie? La tv accesa su “capodanno con Barbara D’Urso“, le chiacchiere, i petardi, le lavatrici lanciate fuori dal balcone. Le grandi famiglie riunite. E a mezzanotte augurarsi un buon anno insieme a Interrante e Valeria Marini.

Questi siamo noi. O almeno, la maggior parte. Non mi tiro assolutamente fuori dal giro perchè io ho fatto esattamente la stessa cosa. Ma quest’anno mi sento sincera, con me stessa soprattutto. L’anno passato ha fatto schifo e non mi illudo che questo possa essere migliore. Perlomeno sono stata contenta di averlo passato con chi amo, al caldo, cucinando qualcosa, guardando la tv, e andando a letto subito dopo la mezzanotte. Evitando brindisi, evitando ammassi di gente accalcata, evitando persone che oggi ci sono, domani no. Non posso dire di non aver sentito la mancanza della mia famiglia o di persone care, ma sono a posto così. Considerato il fatto che, virtualmente, ho davvero lasciato lontano il 2010.

Di fronte però a queste atroci verità che, ovviamente, tendiamo a non prendere in considerazione, esistono i buoni propositi. Tutti i cazzo di anni almeno il 90% della popolazione lo fa, stila la lista. Compresa io. Quest’anno direi che evito, dato il fatto che mi sono portata sfiga da sola. Ogni cosa che ci si augura va a puttane, fateci caso. Ma la lista dei buoni propositi è un rito e ci da stimoli, coraggio, voglia di cambiare. Almeno, per il tempo in cui la si scrive o la si annuncia, per il resto, va tutto a decadere il giorno dopo. Quali sono i propisiti tipici della gente?

Primo tra tutti: la dieta (mangiare meno da mac)

Seguita da:

smettere di fumare (lavarsi bene i denti prima di baciare il fidanzato)
trovare il vero amore (lasciare il vecchio)
pagare le rate della macchina (buttare i solleciti di pagamento del 2010)
fare il mutuo per una casa (smettere di bucare la ruota della bicicletta del coinquilino)
smettere di sbronzarsi il sabato sera (cambiare cocktail)
amare il proprio lavoro (smettere di manomettere la macchinetta del caffè in ufficio)
comprare l’i phone (mettersi al pari coi tempi e non sentirsi sfigato)

Ce ne sarebbero un’infinità. E ogni mese che passa ne creiamo uno nuovo, che va a scavalcare il vecchio. O meglio, quello che alla fine non siamo riusciti nemmeno ad iniziare. Così è la vita. E così sarà il nuovo anno. Io mi sento alleggerita, ho un problema intestinale dalla notte del 31. Dunque a parte meno gonfiore, direi che sono assolutamente disillusa di fronte alle probabilità. Un sereno 2011 a tutti, dunque. Nella consapevolezza che ogni anno diventiamo più vecchi.

E, ahimè, sempre meno saggi.

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7 commenti

Archiviato in le atroci verità

7 risposte a “chi non scopa a capodanno

  1. Jen

    Pensare che a me l’herpes è venuto uguale, senza aver partecipato a festoni, discoteche e qualsivoglia posto dove vi sia promiscuità dilagante.

    Per quanti anni si buttino dietro le spalle, la sfiga ti rimarrà sempre fedele attaccata al culo!
    E poi si ha il coraggio di sentirsi soli.
    Oggi da brava persona con buoni propositi da inizio anno, comincio la dieta (che rassodare e smaltire non fa mai male dopo pandori, panettoni, cioccolate, torte).

    …E come minimo la mia titolare, nel ritrovarci al lavoro, porterà i pasticcini per festeggiare il primo giorno di lavoro 2011.

  2. Allora, i miei propositi li porto avanti e li realizzo, perché prendo l’anno nuovo come un incoraggiamento, una scossa. Nessuna vita nuova e cambiamento radicale, ma solo una botta di vita quando non me la sento di alzare il cul e darmi da fare.
    La dieta non rientra più tra i buoni propositi, tanto, c’è sempre quello che porta le paste il giorno dopo!

  3. Dici che col tempo diventiamo meno saggi? mmmh…pensandoci bene, da un certo punto di vista, potresti aver ragione…più invecchi, piu la mente si chiude e il campo ‘visivo’ si restringe… ci penserò!
    Comunque complimenti, a primo impatto mi è piaciuto molto quello che scrivi… quando avrò meno sonno magari approfondirò meglio!

    Mat

  4. mi basterebbe riuscir a impegnarmi seriamente nel mio lavoro e non essere il solito cinico apatico del cazzo, ma mi piace tanto esserlo 😛

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