uomini: le sexy professioni


Giorni fa, guardando le storie di un tizio, mi sono resa conto di quanto il mestiere che facesse influenzasse il mio metro di giudizio su di lui, in generale. Mentre osservavo le sue imprese (fare pesi, leggere un libro, cucinare una bistecca) ero perennemente proiettata a lui che saliva su un autopompa per spegnere un incendio, con i muscoli guizzanti e quell’aria impavida e un pò sprezzante. In automatico, qualsiasi cosa facesse, lo trovavo sexy da morire. Per questo motivo ho aperto un sondaggio in rete per conoscere il parere di altre donne: quale professione maschile ti attizza l’ormone?

Così sono riuscita a stilare una classifica molto interessante ed ho scoperto quanto noi donne siamo simili, attratte perlopiù da caratteristiche imprescindibili: coraggio, creatività, potere. Ecco dunque quali professioni maschili rendono sceme le donne!

1° IL POMPIERE

Come da intro dell’articolo, il pompiere o vigile del fuoco è la professione che batte tutte le altre perchè, come scritto sopra, il coraggio è la base per intraprendere questo mestiere. Il pompiere è solitamente muscoloso (e se non lo fosse, le donne lo vedono comunque così, di default), aitante, forte, risoluto e, appunto, impavido. Il fatto che la paura non freni il pompiere nelle sue azioni, lo rende in automatico invincibile e quindi capace di proteggere in toto una donna. Poi vabbè, le donne lo immaginano anche in diversi ambiti, atto a spegnere altri fuochi. Si, insomma, il pompiere “ti prende e ti accende come un tizzone“!

2° LO CHEF

Altro mestiere che attrae fortemente le donne, me compresa. Un uomo sicuro di sé, che ti conquista per la gola. Che in una fredda giornata invernale ti aspetta a casa dopo che sei andata a farti le unghie e dopo una giornata di shopping, e ti fa trovare manicaretti che manco te li sogni (se li cucini te). Cosa si può desiderare di più? Il suo estro e la sua abilità in cucina lo rendono affascinante e padrone delle situazioni. Guardarlo cucinare risveglia pensieri impuri: tu e lui a letto, cosparsi di tiramisù, mentre fate all’amore e fagocitate mascarpone. Più sexy di così.

3° POLIZIOTTO/UFFICIALE

Tutte le professioni in divisa: polizia, carabinieri, guardia di finanza et similia, risvegliano nelle donne l’ormone, che essi siano in macchina, moto, bicicletta e pure cavallo, sono dannatamente sexy. Da dire che l’ufficiale non sembra nemmeno così difficile da conquistare perché se da una parte attirano, dall’altra sono attirati. Girano tutto il giorno in cerca di punizioni da infliggere (e questo già la dice lunga sul grado di sensualità e virilità) quindi vien da sé che appena vedono una bella ragazza non disdegnano. Il poliziotto da sempre rappresenta l’idea di controllo e di potere su moltissime azioni e si sa, la donna ama essere dominata, checché ne dica. “Con quel manganello!” (cit. universale)

4° CHIRURGO

Come non trovare sexy un uomo che salva vite? Il potere in questo caso è assoluto, la responsabilità che rappresenta il mestiere del chirurgo lo rende carismatico e inavvicinabile. Come se avesse troppe cose per la testa per dedicarsi a te, donna. Una figura così alta, così dosata, così metodica e lontana dall’uomo terreno, ha da sempre dato l’idea di un qualcosa da conquistare. E la femmina in questo ci mette anima e cuore. Quindi a quale donna non è successo di essere ricoverata e non voler più essere dimessa? Oppure quale donna non ha guardato quel chirurgo con la cuffietta verde e la mascherina passare in un corridoio d’ospedale e non immaginare di strappargli il camice?

5° MURATORE

Qui ci scostiamo completamente dai mestieri sopra descritti, qui abbiamo una branchia molto a sé, che attira molte donne, anche se non tutte. Quelle donne minute, indifese, timide che in realtà anelano l’uomo sporco, immerso in calcestruzzo e fanghiglia che le prende con cattiveria e le sbatte contro il muro. Ecco, il muratore risveglia l’istinto delle donne meno sicure di sé e che vorrebbero accanto un uomo “che non chiede mai” e che s’arrangia, che nel suo lavoro costruisce case e muscoli. Anche in questo caso il manovale si sa che non lascia molto all’immaginazione, quando vede una donna passare per il cantiere, beh, aiuto.

6° PILOTA D’AEREO

Lui, sempre nella cabina, nascosto agli occhi di tutti. Chi è il pilota? E’ quella voce che ti annuncia che siamo partiti, che stiamo salendo, che stiamo scendendo, che atterriamo e che ci augura, con voce sexy e suadente, un buon viaggio. Ma è anche quello, per le donne più attente e interessate alla professione, che arriva al gate insieme agli assistenti di volo (o poco prima) con il suo trolley e un sorriso smagliante, che attraversa le porte con disinvoltura e quell’aria di stanchezza e scazzo di chi vola da troppe ore. Anche lui in un certo senso ha una grandissima responsabilità e un grande potere, e come abbiamo già detto, questa cosa fa attizzare non poco. Insomma, ci fa volare.

7° IL MUSICISTA

E poi arriva lui, randagio e ambizioso. Colui che della musica ha fatto vita e che per donne simili a lui, sono l’idolo sexy e incontrastato. Lui che strimpella la chitarra fumando una canna e bevendo whisky, lui che intona una canzone e ti senti le viscere sul tagadà, lui che sorride mentre ti dice con voce roca tra sbuffi di fumo e note distratte, che sei la sua donna. Beh dai, il fascino del musicista è storico, si ha da sempre l’idea che sia un pò nullafacente perchè sogna, aspira, desidera e non molla. Cattivo e sognatore, è preda sessuale nei film mentali delle donne più rock.

E con questo concludo, spero di riuscire a scoprire quali professioni femminili fanno effetto sugli uomini, anche se ho il dubbio che sia una caratteristica poco rilevante nella loro scelta sulle donne. Touché. Voilà. Au Revoir.

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gli uomini e l’arte dell’inganno


virusbastardo

Stavo prendendo il sole, oggi, come ieri, come l’altro ieri. Sul balcone perchè non si può di certo andare in piscina o al mare, siamo in quarantena (ancora). E mentre prendevo il sole sfogliavo la mia rivista e mi sono soffermata a leggere più volte questa lettera di cui sopra, e con essa la risposta di Barbara Alberti. L’ho letta e riletta e non riuscivo a capire perchè, nonostante tutti gli animi incoerenti incontrati nella mia vita, ancora restassi a bocca aperta.

Ci sono uomini così, in giro. E ce ne sono tanti, purtroppo. Che poi chiamarli “uomini” è un errore, sono mezzi uomini, sono persone che dovrebbero marcire da sole, vittime dei loro stessi pensieri, e invece sono liberi di rendere vittime queste donne, noi tutte. Il calcolo preoccupante è la mole di mezzi uomini così, solo io (che di esperienze non vanto un ampio ventaglio) ne avrò conosciuti un mezzo centinaio. Per fortuna non ho mai portato avanti nulla di interessante, con loro, perchè si facevano sgamare prima.

In effetti, un altro fattore preoccupante, è la presunzione che hanno di andare a segno e di cavarsela. Forse in molti casi riusciranno anche a portare a termine la “carneficina” (in termini di cuore), ma poi, alla fine, si riveleranno per quello che sono, e l’unica sensazione che lasceranno addosso alle donne con cui sono state sarà lo schifo. E lo schifo sopra lo schifo prima o poi diventerà una montagna di merda, che li sommergerà.

Loro fanno così. Ti incontrano, ti adulano, ti parlano (bla bla bla), ti conquistano e infine ti scopano (anche più volte, come la ragazza della lettera, due anni di relazione fake), fingono (anche a loro stessi a volte) di essere in grado di amare, di provare un sentimento, di trasmettere l’affetto, ma il loro obiettivo è quello di sentirsi vincitori. Ho colpito, ho portato a casa una preda. Sono un abile, fantasmagorico, cacciatore. In taluni casi non sono nemmeno coscienti, non fanno nulla pensando di causare un problema ma alla fine lo causano e dribblano il momento in cui devono risolverlo, perchè non vogliono provare la sensazione che vortica nel loro io più profondo: quella di sentirsi un uomo che non vale niente. Ma il risultato, ahimè , è esattamente quello.

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Ingannano, prendono in giro, magari provano qualcosa ma si smonta come la panna al sole e infine, invece di prendere i coglioni dati in dotazione alla nascita e affrontare la disfatta emotiva, loro fuggono. Fanno perdere le loro tracce, si nascondono dietro a scuse traballanti “sono depresso“, “mi sento insoddisfatto“, “devo raggiungere i miei obiettivi“, “devo capire chi sono“, “ho bisogno di chiarirmi le idee“. Le tue idee non valgono niente, come quello che, con spaventosa determinazione, hai voluto costruire. Non devi chiarire altro che le situazioni che tu stesso hai alimentato, anche se solo per il tuo ego. Ma non lo fanno. Perchè loro non hanno coraggio. E grazie a queste cazzate che raccontano tornano alla loro vita, disfandosi del problema. Fingendo che tutto sia come prima, con le loro compagne, o semplicemente con loro stessi.

La ragione di tutto questo non è chiara a nessuno. Tante volte parlando con le amiche si ripete sempre la stessa domanda “ma perchè?“, non c’è una risposta e anche se vi lambiccate il cervello in cerca della soluzione, non c’è. Perchè non esiste ragione, è un istinto che li spinge a fare queste cose, la loro superficiale motrice: la voglio. E su quello basano le loro azioni, che saranno anche reali, lì per lì, ma mai pensate, mai ragionate. Loro non si chiedono mai “le farò male?“. Perchè a loro non importa di te, importa di sé stessi, semplice.

Che poi se hanno tradito, per portare a letto te, hanno anche il coraggio di starci male, di non voler perdere la moglie, o fidanzata, o convivente. E purtroppo nella maggior parte dei casi le loro donne li perdonano. Ecco perchè sono recidivi e ce ne sono così tanti, mischiati tra altri uomini invece onesti, sinceri, valorosi. Ma questi ultimi sono già l’amore di qualcuno, e alla maggior parte di noi non restano che i perdenti.

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Che dire donne? Come ha giustamente risposto la Alberti, avete scampato un pericolo, ma di quelli grossi. L’illusione di un qualcosa che non c’è, non dovrete più chiedervi se il loro affetto è sincero in mezzo a tutte quelle loro azioni stridenti, in mezzo a tutte quelle mancanze, in mezzo a tutte quelle parole effimere, che non vi hanno mai dato niente di più di un grosso punto interrogativo. Un pò è anche colpa vostra, che avete così tanta fame di abbracci e di bei pensieri, che vi siete calate una mascherina sugli occhi. Non è vero niente di quello che li rappresenta: non le parole, non i fatti, non le azioni. Quindi festeggiate, se li avete persi.

A voi mezzi uomini suggerisco di volere di più dalla vita, che so? Un ricordo piacevole, un’esperienza costruttiva, una relazione profonda, un confronto leale. Questo farebbe di voi degli uomini che le donne (e non solo), una volta persi, possano ricordare con tristezza si, ma con stima. Perchè alla fine avete fatto ciò che volevate senza essere “un uomo di merda“.

Nota: non sono femminista, come molti mi hanno già scritto, parlo di molti argomenti e spesso anche di donne. Siamo diversi, lo so. Non ho nulla contro il sesso maschile e ho incontrato tantissimi uomini meravigliosi. Un paio di questi sono stati anche fidanzati con me, per capirci! Credo nella lealtà, a prescindere dal sesso e sono certa che non tutti gli uomini siano messi così male. Quindi restiamo uniti, che siamo in quarantena da più di 50 giorni.

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Riverdale, lasciate ogni speranza voi che entrate


Come posso iniziare questo articolo su Riverdale, serie tv addirittura nei primi 10 posti dei più visti in Italia? Che io dico, durante la quarantena hai tanto di quel tempo che dovresti aver cercato meglio, ma andiamo oltre le mie personali considerazioni su come uno vive la propria quarantena e parliamo di questa serie così acclamata.

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Descrivendo in generale la serie posso usare un unico termine: improbabile. E qui si racchiude tutto il mio pensiero su ciò che i miei poveri occhi hanno dovuto guardare. Devo dire che nonostante lo smarrimento da me provato, puntata dopo puntata, mi ha tenuto lì a guardarla, perchè volevo sapere, volevo vedere, volevo capire, fino a che punto potessero essere drogati gli autori.

La storia si svolge in una cittadina, appunto Riverdale, la classica location animata da personaggi variegati, che si conoscono tutti (come i milanesi conoscono tutti quelli di quarto oggiaro se vivono a quarto oggiaro) e che oggi sono amici, domani si sparano in mezzo agli occhi e nascondono il cadavere nel pozzetto delle carni in cantina. Ragazzini che con gli ormoni che si ritrovano, invece di andare in discoteca sono sempre in quella specie di locale anni 60 a bere milk shake palesemente finti e sempre pieni, che cazzo bevilo! Genitori che assomigliano ai figli, il losco ha figli loschi, il buono ha figli buoni e i sociopatici hanno figli sociopatici. Partiamo col parlare del cast.

Protagonista: Archie. Un figo dall’aspetto generoso, gentile, comprensivo e che si è solo fatto metà delle compagne di scuola (in un’unica stagione), che diventerà un valoroso guerriero, un boxeur senza precedenti, un figlio amorevole, un amante focoso, insomma diciamolo, senza Archie la serie non sarebbe mai decollata.

Poi abbiamo Betty, bella ma semplice, la ragazza della porta accanto, che si vorrebbe far dare due colpi da Archie ma niente, lui è troppo impegnato a picchiare la qualunque (anche se è buono come il pane) e salvare la gente e quindi è l’unica che non vuole farsi. Betty è un’adolescente ma comunque talmente arguta da essere la detective della città (scrive sul giornale della scuola e aiuta lo sceriffo nei casi, senza che nessuno le abbia mai chiesto un cazzo).

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Jughaed è il quasi subito ragazzo di Betty (una consolazione dal due di picche di Archie) che aiuta la stessa nelle indagini e che scrive la storia di Riverdale come narratore esterno, passa dall’essere figlio di un boss di una gang, triste e sconsolato per il genitore cattivo, ad esserne poi, nel tempo, il leader indiscusso (a 17 anni, ma va be, a 16 in USA prendono la patente, ci sta). Ma poi, vi chiederete anche voi, perchè cazzo non si leva mai quel berretto?

La mia preferita poi è Cheryl, una riccona dai capelli rossi che apre la storia della prima stagione con la morte misteriosa del fratello Jason (questo sarà il primo caso a cui seguiranno casi sempre più improbabili, appunto), dai genitori immischiati in chissà quali storie e che si riveleranno, appunto, dei personaggi surreali, come Cheryl. La ragazza veste come una diva, è una stronza patentata, odia tutti, se potesse ti spaccherebbe i denti, ma poi è tua amica, piange sulla tua spalla e ti aiuta scoccando frecce a destra e a manca.

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Poi c’è Veronica, una bella e buona ragazza di NY che arriva lì con la madre, che lavora come cameriera ma vivono in un alloggio dalle mille e una notte, con vestiti firmati e agi di ogni genere, perchè figlia e moglie di un mafioso in carcere che poi tornerà e sarà il tutto della serie, l’unico re incontrastato. E niente, Veronica sarà quella che dopo un limoncino in un armadio ad una festa (unico evento che si possa attribuire a un gruppo di adolescenti americani, ma sarà unico e raro) diventerà la fidanzata e amante amata e desiderata di Archie e l’amica che tutti vorrebbero avere.

Una serie assolutamente assurda, dove adolescenti nemmeno maggiorenni hanno proprietà, uccidono la gente e ne seppelliscono i corpi, sventano indagini, gestiscono locali, combattono la mafia, vivono vite di adulti che anche se fosse sarebbe comunque irreale, fantascientifico, improbabile. Prima stagione, un ragazzo assassinato, una ricerca senza respiro, una narrazione movimentata, un cast di ragazzini che tengono in pugno la città e una svolta che mi sono chiesta perchè non ci ero arrivata prima, tanto era un finale subdolo e alla cazzo di cane, come la serie stessa. Seconda stagione, un altro delitto, che se passava Jessica Fletcher a Riverdale avrebbe messo radici. Questa volta un assassino seriale, quindi più omicidi, senza alcun nesso tra loro, senza alcun pathos, senza terrore e senza dubbi. Insomma, un improbabile puttanata. Per poi scoprire che il killer era quella persona che poi pensi che povera situazione deve vivere quella tal persona eppure la vedo cosi sana di mente che mi chiedo come cazzo sia possibile. Altro che suore della mansueta provvidenza, avrebbe dovuto finire in un ospedale psichiatrico. E poi arriviamo alla terza stagione che tu pensi “andranno al college ora che sono cresciuti?“, invece no, perchè il tempo passa ma loro ancora aspettano il diploma e salvano la città. Perchè si, di nuovo c’è gente che schiatta. Questa volta però il filone è esoterico, ancora più irreale di tutta la serie messa insieme, vi dico solo che a capo degli omicidi/suicidi c’è uno che si chiama Re Gargoyle. That’s all.

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Che dire, in conclusione? Guardatelo, dopo averlo visto non sarete più gli stessi. Come me, potreste ritrovarvi a:

ridere come pazzi ogni 5 minuti
scuotere la testa con gli occhi semichiusi
arrabbiarvi perchè non ve ne capacitate
aprire la bocca dallo stupore e non rendervi conto di farlo
avere la pulsione fortissima di spaccare la tv col telecomando

Ma è un’esperienza da vivere, permetterà a tutti voi di guardare le altre serie (anche le più brutte) con un forte entusiasmo e con una nuova consapevolezza: peggio di questo non potrà mai essere.

p.s. questo articolo rappresenta solo ed unicamente il mio parere personale, comunque c’è gente che c’ha lavorato (sotto effetto funghi), quindi porto rispetto.

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